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Politica

Di Antonino D'Anna

Papa Ratzinger (1)

Siamo alle ultime ore del papato di Benedetto XVI. Joseph Aloisius Ratzinger, 265mo successore di Pietro e Vicario di Cristo, diverrà Romano Pontefice Emerito questa sera alle ore 20. Da quel momento la Chiesa sarà senza Papa e inizierà la Sede Vacante.

COME SARA' L'ADDIO- La giornata di oggi passerà, come sempre, secondo la tabella di marcia del Santo Padre. Sveglia molto presto, la Messa celebrata nell'Appartamento Papale, poi le udienze del giorno. Non saranno pochi i cardinali che passeranno a salutarlo in giornata (a Roma ne sono già arrivati una settantina per il Conclave), dopodiché alle 16.55 il Pontefice salirà sull'elicottero dopo aver salutato il Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Toccherà al Decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano, accompagnare il Papa al velivolo e salutarlo per l'ultima volta. Poi mentre l'elicottero si alzerà per dirigersi verso Castel Gandolfo, le campane di Roma - la sua diocesi - suoneranno a festa in segno di saluto. Lo stesso accadrà all'atterraggio in quel di Castel Gandolfo. Per le 17.30 è previsto un breve saluto dal balcone della residenza estiva papale e questa sarà - almeno così dovrebbe essere - l'ultima apparizione pubblica di Benedetto XVI. Allo scoccare delle 20 le Guardie Svizzere lasceranno il servizio: questo perché prestano servizio al Papa, che a quell'ora non sarà più tale. Resterà operativa solo la Gendarmeria Vaticana.

LA MACCHINA DEL CONCLAVE SI METTE IN MOTO- Alle ore 20 inizierà a ticchettare un altro orologio: quello della macchina del Conclave, regolata dalla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis emanata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI nel 2007 e pochi giorni fa (in merito all'inizio del Conclave). Entrati in Sede Vacante, tutti i capi dicastero della Curia perderanno automaticamente i loro incarichi e resteranno in carica solo il Camerlengo (Bertone), il Penitenziere Maggiore, ossia il 75enne portoghese cardinale Manuel Monteiro De Castro, responsabile della Penitenzieria Apostolica (il primo dei tribunali vaticani), il cardinale Vicario Generale per la Diocesi di Roma Agostino Vallini, l'Arciprete della Basilica Vaticana Angelo Comastri e il Vicario Generale per la Città del Vaticano (che è sempre Comastri). Resta in carica persino l'Elemosiniere di Sua Santità, che dovrà continuare nell'esercizio delle opere di carità. Lavorerà alle dipendenze del Collegio dei cardinali. Sarà distrutto l'Anello del Pescatore che il Papa porta al dito ed è anche un sigillo, poi verrà chiuso e sigillato l'Appartamento Papale. Un legato del Camerlengo verrà a prendere possesso di Castel Gandolfo e del Palazzo del Laterano. A Bertone toccherà anche "curare, a nome e col consenso del Collegio dei Cardinali, tutto ciò che le circostanze consiglieranno per la difesa dei diritti della Sede Apostolica e per una retta amministrazione di questa".

 



ASSISTENTI E CONGREGAZIONI- Saranno costituite due Congregazioni, cioè due tipi di assemblee. La Congregazione Generale è quella che vedrà insieme tutti i cardinali, inclusi gli ottantenni (che, come deciso da Paolo VI nel 1970, non possono votare in Conclave né essere eletti), che eleggeranno tre cardinali Assistenti, uno per ogni ordine cardinalizio (diaconi, presbiteri, vescovi). Collaboreranno con Bertone e ogni tre giorni dovranno essere ricambiati con una nuova votazione. Nelle Congregazioni Generali, che saranno fissate da Bertone e si dovranno ogni giorno tenere nel Palazzo Apostolico del Vaticano, presiedute da Sodano, serviranno a preparare il Conclave. Tra le operazioni da svolgere: la predisposizione della Casa di Santa Marta per alloggiare gli elettori; il sorteggio delle camere; preparino la Cappella Sistina al voto (bonifica da eventuali microspie inclusa); toccherà a due ecclesiastici "di specchiata dottrina, saggezza ed autorevolezza morale" presentare loro due meditazioni sui problemi della Chiesa e la scelta del nuovo Papa; votino il bilancio della Sede Vacante (le spese previste fino all'elezione del successore); decidano in quale giorno inizierà la votazione del Conclave. Nelle congregazioni particolari, invece, siederanno Bertone e gli Assistenti. Si occuperà degli affari ordinari e le questioni di minore importanza. Ma chi "ha il diritto di fare" è sempre la congregazione generale, che vota a maggioranza e se del caso per scrutinio segreto. I cardinali nelle giornate prima del voto giureranno di osservare la Costituzione e mantenere il segreto (pena scomunica, ribadita dal Papa nei giorni scorsi). La Costituzione stabilisce anche come saranno vestiti i cardinali: "Consueta veste talare nera filettata e fascia rossa, con zucchetto, croce pettorale e anello".
 

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L'ultima udienza del Papa in Piazza San Pietro

IL CONCLAVE E LA STUFA- Preceduto dalla Missa pro Eligendo Pontifice (Messa per l'elezione del Papa), il Conclave vedrà la chiusura dei cardinali nella Cappella Sistina per le votazioni. Vi arriveranno in pulmino dalla Casa di Santa Marta. Si prevede l'inizio delle votazioni tra il 9 e l'11 di marzo: in particolare, la regola è che per aversi l'elezione ci vorranno i 2/3 dei voti. I cardinali ora sono 115, per cui la quota da raggiungere è 77. Al termine delle votazioni si bruceranno le schede in una stufa, entrata in servizio per il Conclave 1939 che elesse Pio XII, che in occasione del Conclave 2005 ha ricevuto un "aiutino" elettronico per potenziare la fumata. Oltre alle schede, infatti, vengono inseriti nel bruciatore anche dei coloranti. Avremo quindi la fumata nera come segnale della mancata elezione: bianca, e con annuncio di conferma della Radio Vaticana, per l'elezione avvenuta. A quel punto il Decano o il primo dei Cardinali per Ordine e anzianità, a nome di tutto il Collegio degli elettori chiederà all'eletto: "Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?" E dopo il sì: "Come vuoi essere chiamato?". Allora il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, con funzione di notaio e avendo per testimoni due Cerimonieri che saranno chiamati in quel momento, redigerà un documento circa l'accettazione del nuovo Pontefice e il nome da lui assunto. Riceverà poi l'omaggio dei cardinali.

LA CAMERA LACRIMATORIA E I VESTITI- Due curiosità: c'è una stanzetta, sul lato sinistro della Cappella, chiamata "camera lacrimatoria". È qui che, dopo l'omaggio dei cardinali, il neoeletto dovrà lasciare l'abito cardinalizio per vestirsi da Papa. Si dice che qui il nuovo Papa sfoghi la tensione per l'emozione con un pianto liberatorio. E sempre qui i sarti saranno pronti con tre tipi di abito, generalmente confezionati dalla sartoria Gammarelli che a Roma veste i Papi dal 1860, sin da Pio IX, oppure anche Euroclero (qui i loro siti: www.gammarelli.it, www.euroclero.it). I vestiti sono di tre misure: alto e magro alla Pio XII; non molto alto e tarchiato alla Giovanni XXIII; medio alla Giovanni Paolo II. Siccome le modifiche alle vesti sono fatte con molta celerità, non di rado si usano spilloni per appuntare alla meno peggio; tanto che si narra che il buon Angelo Roncalli appena divenuto Giovanni XXIII abbia commentato: "Le prime spine del pontificato!". A Ratzinger invece sbagliarono le misure e nei primi giorni la talare gli arrivava un po' più in su della caviglia, facendolo sembrare uno scolaretto. Problema poi risolto, per fortuna. Chi stavolta resterà senza lavoro come nel 2005 è Massimo Signoracci, erede di una famosa famiglia di imbalsamatori (lui ha imbalsamato Alberto Sordi) che spesso è stata chiamata a imbalsamare pontefici appena defunti (solo San Pio X, nel secolo appena trascorso, chiese espressamente di non essere preservato): la prima volta perché per Giovanni Paolo II la Santa Sede si rivolse all'Università di Tor Vergata, stavolta perché Ratzinger si è dimesso.
 

 

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