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Politica
Sgarbi squalificato? Ma i parlamentari possono e devono criticare i giudici

Giovedì, a Montecitorio, i commessi hanno portato Vittorio Sgarbi, deputato del gruppo misto, di peso, fuori dall’Aula, ridotta a una bolgia : una scena, che ha pochi precedenti negli annali del Parlamento. La miccia l’ha accesa proprio Sgarbi, che ha definito “mafiosi” alcuni magistrati e ha chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla “nuova Tangentopoli: una “Palamaropoli”, dal nome dell’ex sostituto, calabrese, della Procura di Roma, indagato a Perugia per corruzione. Contro Sgarbi hanno protestato Giusi Bartolozzi, una bella deputata siciliana di Forza Italia (il Cav. non nomina, giustamente, mai esponenti brutte...), che è una magistrata in aspettativa. Da parte sua, un’altra avvenente forzista, a cui non è simpatico Salvini, Mara Carfagna, che presiedeva l’assemblea, ha espulso il critico d’arte, il quale ha spiegato : “Non ho detto frasi sessiste, che gli sono state attribuite dal Presidente della Camera. Querelerò le due colleghe : ho definito “ridicola” la Bartolozzi e “fascista” Mara, che mi ha impedito di parlare e di votare“.

Il barbuto Fico, che siede sulla poltrona di Sandro Pertini, ha annunciato di aver chiesto ai questori di aprire un’istruttoria. Nella sua requisitoria, forse, il professore ha ecceduto. Ma ritengo che sia legittimo che, nelle aule del Parlamento, gli eletti dal popolo critichino i magistrati.

O quella delle toghe è l’unica Casta intoccabile, chiediamo all’on.Bartolozzi, che è stata nominata alla Camera da Berlusconi ( perseguitato dalle toghe) non per obbedir, tacendo, ai giudici, ma per discutere e, se occorre, censurare i comportamenti dei suoi ex colleghi ?  Solo i magistrati possono sindacare, e sabotare, l’attività dei parlamentari e dei ministri, come è avvenuto, in occasione degli sbarchi dei migranti, quando l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, venne rinviato a giudizio per “sequestro di persona” ?

E il leader della Lega, il 19 ottobre prossimo, verrà processato, a Torino, per presunto  vilipendio dell’ordine giudiziario. In una sede politica, durante il congresso regionale del Carroccio, l’allora europarlamentare disse : “Difenderò qualunque leghista, indagato da quella schifezza, che si chiama magistratura italiana, che è un cancro da estirpare”.

Fico e Carfagna, anzichè squalificare il focoso Sgarbi, animato da passione politica, e trasformare il Parlamento in una sorta di difensore d’ufficio dei giudici, dovrebbero meditare, insieme ai magistrati, parlamentari pro-tempore, come l’on. Bartolozzi, su queste parole : “C’è stato, nei mesi scorsi, un grave colpo alla credibilità della magistratura e adesso abbiamo tutti il desiderio di dimostrare che siamo capaci di voltare pagina”. Non lo ha detto un amico di Sgarbi, ma Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione e fratello di un ex senatore dei DS.

Dunque, Sgarbi ha portato, come gli impone il suo diritto-dovere di eletto dal Popolo, il disagio e l’indignazione dei cittadini per la vicenda-Palamara, che ha indotto la Procura generale della Cassazione a formulare richieste severe per i 10 magistrati coinvolti, a vario titolo, nelle manovre e nelle cene, fissate per decidere chi collocare ai vertici di Procure cruciali, in primis quella di Roma.

L’incolpazione, che prevede gravi sanzioni, è per “interferenza nell’esercizio delle attività di organi costituzionali”. E non dimentichiamo che, al vertice del ministero della Giustizia, c’è il grillino Bonafede, che ha dimostrato la sua inadeguatezza, gestendo, in modo disastroso, le nomine al DAP, bocciando, per ragioni ancora non chiarite, la candidatura di Nino Di Matteo e non bloccando, durante l’emergenza Covid-19, l’invio agli arresti domiciliari di 376 detenuti per reati gravi (155 condannati, 196 imputati; 21 in affidamento ai servizi sociali e 4 con esecuzione presso il domicilio di pene inferiori all’anno).

 

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