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Politica
"Il padre di mio figlio? Ho fatto il test". Sospetti sull’inner circle di FdI

Fdi, Silvestri: "Ora spero che chi mi ha calunniata la paghi"

Rachele Silvestri ha deciso di controbattere alle accuse circolate sulla presunta paternità di suo figlio attribuita ad un politico di peso di Fdi. La deputata meloniana, lo ha fatto attraverso una lettera aperta al Corriere della Sera, così ha raccontato la sua vicenda personale. "Devo partire dal lontano 2018, - racconta Silvestri - quando sono stata eletta parlamentare tra le fila del Movimento 5 Stelle. Nel 2019 sono uscita dal Movimento e, dopo un periodo nel gruppo Misto, ho aderito a Fratelli d’Italia. È stata una scelta di cuore e di ragione, perché col partito di Giorgia Meloni condividevo da tempo le idee e il coraggio. Circa un mese fa, una persona amica mi racconta che gira la voce che il mio bambino non sarebbe figlio del mio compagno, ma di un politico molto influente di Fratelli d’Italia, a sua volta sposato. Mio figlio sarebbe, quindi, nato da una relazione clandestina, grazie alla quale io avrei anche ottenuto la mia candidatura".

Secondo l'editorialista Paolo Mieli, che ha commentato la notizia su Radio 24, l’allusione riguarderebbe una persona vicino alla premier Meloni, che fa parte dell’inner circle di Fratelli d’Italia. Mieli sottolinea che, tra Giorgia Meloni e sua sorella Arianna (braccio destro della premier), il marito di sua sorella (il ministro Lollobrigida), e il compagno della premier (giornalista a Mediaset) emerge “un equilibrio solidissimo dal punto di vista affettivo ma delicato dal punto di vista dell’informazione”. Con questo episodio, “giustamente messo in prima pagina dal Corriere della Sera”, per Mieli, sono pronte a scatenarsi malignità per far saltare i nervi alla Meloni e “quando alcuni specialisti del settore si mettono a lavorare i nervi alla fine saltano”.

In effetti, verifiche effettuate da Affaritaliani.it hanno permesso di capire che si tratta di un membro dell'esecutivo in quota Fratelli d'Italia. Da notare come oggetto del contendere non sia tanto la liason, ma la paternità del figlio della Silvestri, poi risolta tramite l'esame del Dna. 

"Riuscite - prosegue nella lettera al Corriere Silvestri - soltanto a immaginare come mi sono sentita? Non bisogna essere una donna per capire lo schifo, la violenza, l’umiliazione. Mi chiedo: ma in quanti modi il corpo di una donna può essere violato, calpestato, abusato? Non so chi sia stato. Molti, però, hanno scelto di condividere una evidente calunnia, di telefono in telefono, di chat in chat, rendendosi complici di questo schifo. E anche chi sa ma ha deciso di non parlare lo è. L’unica cosa che so è che, chi si è inventato questa storia, è un uomo, probabilmente un politico. Qualcuno dice che la calunnia sia stata pensata per attaccare alcune figure del mio partito, magari per insinuare un degrado da basso impero. Altri mi dicono che sia nato da cacicchi in cerca di gloria. Ho fatto il test del Dna anche se non avevo dubbi. Ho scelto di rendere pubblica questa storia per tutelare mio figlio e Fabio, legittimo papà e mio amato compagno".

 

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rachele silvestri





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