Sondaggi, Meloni stabile al 27%, i dem scivolano sotto il 21%. Il nuovo soggetto politico raddoppia in cinque mesi e supera AVS e Lega
A due anni dalle Europee del 2024, la fotografia politica dell’Italia scattata da SWG racconta un equilibrio solo apparente. In superficie, poco si muove: Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito del Paese al 27,0%, in lieve crescita (+0,1) rispetto alla settimana precedente. Ma sotto la superficie, le correnti si agitano: un partito nato pochi mesi fa ha già superato due forze storiche della politica italiana, e l’area dell’astensione e dell’indecisione continua ad allargarsi.
FdI solido, ma in lenta erosione
Il partito di Giorgia Meloni si conferma perno del sistema politico, ma il confronto con il passato racconta una tendenza: dal 28,8% delle Europee 2024, FdI è sceso gradualmente fino all’attuale 27,0%. Un’erosione lenta, quasi impercettibile settimana dopo settimana, che tuttavia non intacca il primato: il distacco dal secondo partito resta superiore ai sei punti.
Il PD scivola sotto quota 21
Chi non riesce a invertire la rotta è il Partito Democratico, che perde ancora due decimi e si attesta al 20,9%. La traiettoria dalle Europee è impietosa: dal 24,1% del giugno 2024, i dem hanno ceduto oltre tre punti percentuali, senza che il calo del principale avversario si traducesse in un travaso di consensi a proprio favore.
A raccogliere, semmai, è il Movimento 5 Stelle: il partito di Giuseppe Conte, pur perdendo due decimi nell’ultima settimana, viaggia al 12,9%, quasi tre punti sopra il 10,0% delle Europee. Un recupero costante che ne consolida il ruolo di terza forza del Paese.
La sorpresa: Futuro Nazionale raddoppia e scavalca AVS e Lega
Il dato più dinamico del sondaggio riguarda però Futuro Nazionale. Il nuovo soggetto politico, comparso nelle rilevazioni a febbraio 2026 con un 3,4%, ha raddoppiato i consensi in cinque mesi: oggi è al 6,9% (+0,2), quarta forza del centrodestra allargato e davanti sia ad Alleanza Verdi-Sinistra (6,5%) sia alla Lega (5,7%). Una crescita che sta ridisegnando le gerarchie interne agli schieramenti e che sottrae ossigeno proprio ai partiti di dimensioni medie.
Forza Italia, dal canto suo, si ferma al 7,6% (-0,1), lontana dai fasti del dato aggregato con Noi Moderati alle Europee (9,6%), mentre la Lega — al 5,7%, in crescita di due decimi — resta ben al di sotto del 9,0% di due anni fa.
Il centro non sfonda, gli indecisi crescono
Nell’area centrista il quadro resta immobile: Azione si attesta al 3,4%, Italia Viva scende al 2,3% (-0,2), +Europa all’1,2%, mentre Noi Moderati, Sud Chiama Nord e ORA! si fermano all’1,0% ciascuno.
Il dato forse più significativo, però, è un altro: il 27% degli intervistati non si esprime, in crescita di un punto. Più di un italiano su quattro, di fronte alla domanda sul voto, sceglie il silenzio — un bacino enorme che nessuna forza politica, al momento, sembra in grado di intercettare.


