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Trionfo Verdi in Germania, una lezione utile per la sinistra

Tutti pazzi, a sinistra, per la giovane leader dei Verdi tedeschi, Katharina Schulze

Trionfo Verdi in Germania, una lezione utile per la sinistra
katharina schulze
Trionfo Verdi in Germania, una lezione utile per la sinistra
 
Tutti pazzi, a sinistra, per la giovane leader dei Verdi tedeschi, Katharina Schulze, 33 anni. Una politica carismatica, che dice che «essere antifascista non significa essere un’estremista di sinistra», mescola femminismo e orgoglio bavarese, parla di donne e di cura della terra. 
“È bello vedere i Verdi- ha esultato Paolo Gentiloni Silverj- prendere quasi il doppio dei voti della destra sovranista. Un messaggio anche per noi”.
Passare, in un lustro, dal 9 al 18% non era un risultato pensabile, alle Regionali del Land. Ancora nella primavera scorsa, quando il partito ecologista oscillava tra il 10% e il 12%, testa a testa con l’estrema destra di Afd, figuriamoci nel resto della Germania e in Europa. 
In Baviera, nelle elezioni regionali più importanti del dopoguerra, parte degli agricoltori, che votavano cristiano-sociali, ha virato verso gli ecologisti di Schulze, catturato dal suo carisma e dalle politiche per le energie alternative e il biologico. Ma il grosso travaso di voti verso ii Verdi è venuto dai socialdemocratici (Spd).
 
Ciò che è successo in Baviera sembra riflettere una tendenza generale in Germania. Anche in Assia, dove si terranno le elezioni regionali a fine mese, i Verdi sono in crescita e sono dati al 18 per cento (al doppio, dunque, dei precedenti risultati). La stessa cosa vale a livello nazionale: nei sondaggi, i Verdi sono stimati tra il 15 e il 17 per cento, alla pari o anche oltre i socialdemocratici della SPD. 
Come in passato, i progressisti nostrani cercano, fuori dai confini del bel Paese, slogan e leader, In una fase, quella del dopo-Renzi nel PD  caratterizzata da molte difficoltà e profonde divisioni . Lo fanno, provando a nascondere una certa dose di invidia per il successo dei Grunen, che sono i nipoti dei fondatori delle campagne di protesta degli anni 80 e sono riusciti a intercettare i voti dei moderati, delusi dall’SPD. Quello della bionda Schulze è il solo partito politico tedesco schierato su una linea europeista, liberal-democratica, favorevole all’accoglienza e all’integrazione.
Secondo i Verdi nostrani, ormai ininfluenti nel teatrino politico, quello della Schulze, 
 in Baviera, può “rappresentare un’alternativa di governo credibile, una risposta forte e un antidoto alla demagogia dei cosiddetti sovranisti”.
Come il declinante Pd, in Italia, così, in Germania, la Spd si è dimostrata incapace di leggere i nuovi fenomeni e ha inseguito le politiche neoliberiste. L’elettorato di sinistra, deluso dal partito di riferimento, logoro come il PD-che si è adeguato alle politiche dI destra-ha piazzato la croce sul simbolo dei Verdi: «Siamo l’unico partito che non fa zig zag da un giorno all’altro», ha chiosato la candidata a governatrice Schulze.
La sinistra italiana, dal voto in Baviera, deve ricavare la spinta a non inseguire la destra sul suo terreno, ma a farsi carica non solo dei diritti umani, ma anche di quelli sociali.
Facciano come i Verdi, che si sono rivolti anche a nuove categorie di elettori, e non più solo alle persone giovani, garantite, laureate e che vivono in città.