Trump senza freni contro Meloni
Tra i primi a intervenire al durissimo attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’Attuazione del programma di governo, che ha commentato: “I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l’ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all’intero continente europeo, danneggiando non solo l’Europa ma soprattutto gli Stati Uniti”.
“Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia. Posso invece immaginare quanto le sia costato mettere da parte ciò che Trump aveva detto settimane fa, per fare l’interesse dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Ed immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del Presidente USA. Per quanto “caduta di stile” sia un implicito ed immeritato riconoscimento, in questo caso, ciò che ferisce è che battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli USA, né all’Italia, né all’alleanza”, ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Intanto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riferito di aver telefonato alle premier dopo gli attacchi del Presidente americano.
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Duro anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’Italia non può essere offesa nel modo in cui ha fatto il presidente Usa, Donald Trump, con le sue affermazioni sul presidente del Consiglio, Giorgia Meloni”, le parole durante l’evento alla Farnesina per il giuramento dei giovani diplomatici. Tajani ha spiegato di aver “dovuto prendere la decisione di annullare la visita in Usa” a causa delle “dichiarazioni molto gravi e offensive” di Trump. Il vicepremier ha comunque invitato i giovani diplomatici a “mantenere il rapporto transatlantico come stella polare” nonostante certe “parole improvvide”.
“Non ci sono parole per commentare l’invettiva del Presidente americano sull’incontro con Giorgia Meloni. Sono dichiarazioni che contraddicono e indeboliscono lo spirito e i risultati positivi del G7 di Evian, che lui stesso ha definito uno dei vertici di maggior successo, e che peraltro vengono smentite dalle immagini”, ha detto invece Stefania Craxi, capogruppo FI al Senato. “Non è chiaro – riprende – quale logica, ammesso che esista una logica, le ispiri, ma seguono una dinamica che, a fasi alterne, colpisce i leader europei con attacchi che non fanno onore alla grande democrazia americana, alla quale siamo legati da un’alleanza storica e profonda. Sebbene allibita, resto però convinta che il rapporto euro‑atlantico sia più forte e solido dei picconamenti di Trump e che trascenda e vada anche oltre lo stesso presidente statunitense, perché fondato su valori condivisi, responsabilità comuni e una visione della libertà che saprà superare le contingenze politiche e che continuerà a nutrirsi e rafforzarsi nonostante lui e dopo di lui”.
“I recenti attacchi rivolti dal Presidente Donald Trump al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono solo gli ultimi della serie di insulti rivolti ad altri leader europei come il Presidente Macron, il Cancelliere tedesco Merz o il premier britannico Starmer. Queste dichiarazioni purtroppo contribuiscono ad alimentare una narrazione distorta dei rapporti transatlantici utile solo a chi vuole un Occidente diviso”. Così il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. “Chiunque, Trump compreso, è bene sappia che l’Italia non implora mai, tantomeno lo fa Giorgia Meloni di cui evidentemente – prosegue – Trump soffre la leadership. In questo modo il Presidente Usa, assai più accondiscendente verso chi minaccia l’Occidente, rischia di compromettere inutilmente un dialogo internazionale che resta centrale per la stabilità globale”.
“Trump è un mentitore seriale, nonché un bullo da operetta. Personalmente, non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l’onore della nazione”. Così Carlo Calenda, dopo le parole del Presidente Usa sulla presidente del Consiglio riportate da La7.
Il commento arriva anche da Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde: “La dichiarazione di Donald Trump è la diretta conseguenza della politica di subalternità con cui Giorgia Meloni ha costruito il rapporto col Presidente degli Stati Uniti d’America. Un rapporto che ha portato Giorgia Meloni ad essere patriota a Washington e forestiera in Italia, a tutelare gli interessi economici di Trump, a subire il ricatto del 5% delle spese per armamenti, ad acquistare il gas, a chiedere la modifica dei regolamenti europei in materia di tutela ambientale e sanitaria. Una vera patriota a Washington. Ma il punto è il seguente: al posto di Giorgia Meloni mi vergognerei così tanto che mi porrei il problema di farmi da parte. Perché dopo questa figuraccia e aver fatto perdere la dignità all’Italia e agli italiani, comincerei a pensare di farmi da parte. Non è più in grado di rappresentare l’Italia, viste le figuracce che fa fare agli italiani e all’Italia stessa”.
“Sono gravi e inopportune le parole del Presidente USA, Donald Trump contro il Presidente del Consiglio della Repubblica italiana. La mia solidarietà a Giorgia Meloni. Non è stata offesa lei, ma l’Italia intera e tutti dobbiamo sostenere la nostra Presidente”, ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
Sui social Matteo Salvini ha condiviso una foto con Giorgia Meloni: “Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi”, queste le sue parole.

