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Vannacci dovrà cambiare nome e simbolo al partito? L’Ue apre l’iter sull’opposizione di Nazione Futura, cosa succede adesso

L’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha ammesso l’opposizione presentata dal think tank conservatrice contro il marchio “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci. Al via ora l’iter procedurale

Vannacci dovrà cambiare nome e simbolo al partito? L’Ue apre l’iter sull’opposizione di Nazione Futura, cosa succede adesso

Euipo apre il fascicolo sul partito di Vannacci: al via l’iter sull’opposizione di Nazione Futura

Si complica il percorso del nuovo partito di Roberto Vannacci. L’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha dato il via libera all’opposizione presentata dall’associazione Nazione Futura contro il marchio “Futuro Nazionale”, ritenendo l’atto ricevibile e aprendo così una fase di contraddittorio tra le due parti. Al centro della disputa, nome e simbolo scelti da Vannacci per la sua nuova formazione politica, che secondo Nazione Futura richiamerebbero in modo troppo evidente i propri segni distintivi, in uso ininterrotto dal 2017. L’associazione presieduta da Francesco Giubilei aveva presentato opposizione lo scorso febbraio, lamentando un concreto rischio di confusione tra il pubblico e rivendicando la tutela di un diritto d’uso già consolidato in un ambito di attività analogo.

Ora che l’EUIPO ha riconosciuto fondati i presupposti per procedere, per Vannacci si aprono vari scenari: dal dover fornire controdeduzioni per dimostrare l’assenza di rischio di confusione, fino all’ipotesi di dover intervenire su nome o simbolo del partito per evitare un esito sfavorevole.

Soddisfazione, dalle parti di Nazione Futura, per la decisione dell’ufficio europeo. “Accogliamo positivamente la decisione dell’Ufficio dell’Ue per la proprietà intellettuale che dimostra il fondamento giuridico della nostra opposizione al marchio ‘Futuro Nazionale’, che riprende palesemente quello di Nazione Futura”, dichiarano il presidente Giubilei e il vicepresidente Ferrante De Benedictis, che invitano Vannacci a “cambiare il nome al partito”, sostenendo che il think tank rappresenti la “vera destra” conservatrice e rivendicandone la crescita, che ha superato i 100 circoli territoriali in tutta Italia da febbraio a oggi. Giubilei e De Benedictis annunciano infine un tour nazionale in partenza da ottobre, per promuovere quella che definiscono “una destra credibile”, lontana da slogan e proposte giudicate irrealizzabili.

L’ammissione dell’opposizione rappresenta il primo passaggio formale dopo la contestazione, a cui seguirà l’iter procedurale previsto dall’EUIPO.

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