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Premio Dematté Private Equity of the Year: i vincitori dell’edizione 2018

Il premio, anche quest’anno promosso da AIFI ed EY, con la partecipazione di Borsa Italiana e la collaborazione di Corriere della Sera, Gruppo 24 Ore, SDA Bocconi, è stata occasione per fare il punto sull’industria del private equity che nel 2018 ha raggiunto risultati sorprendenti.

A riconoscerlo è stato Innocenzo Cipolletta, Presidente di AIFI, che ha parlato del 2018 come di un’ottima annata del private equity. Stando alle sue parole, “il mondo economico sta cambiando fisionomia. Episodi come il ritorno dei dazi e la frammentazione di grandi istituzioni sovranazionali come la Brexit rappresentano uno scenario mutato, dove la rivoluzione tecnologica e la globalizzazione hanno iniziato a mostrare i loro limiti. In tale contesto, si verifica anche una contrazione del sistema creditizio che non rilascia più capitali come un tempo. Questa è un’opportunità per il private equity ma anche una responsabilità. Un’opportunità di fare la differenza portando valore e contribuendo alla crescita delle imprese, e una responsabilità di dare soluzioni laddove il sistema macro-economico vive delle criticità”.

“Per il 2019”, ha continuato Cipolletta ai microfoni di Affaritaliani.it, “c’è la speranza che, nonostante le difficoltà, il nostro mercato, che è sufficientemente strutturato, possa trovare le condizioni per crescere ulteriormente”.

Un commento positivo è venuto anche da Anna Gervasoni, Direttore Generale di AIFI, che ad Affaritaliani.it ha dichiarato: “Un anno speciale per via delle tante operazioni di qualità che abbiamo visto. Sul prossimo anno navighiamo a vista, mese per mese, aspettando che il contesto di stabilizzi per permettere ai fondi che hanno accumulato capitale di investire ulteriormente nel nostro Paese”.

I dati presentati da Enrico Silva, partner di EY per il settore Private Equity, durante la cerimonia di premiazione confermano questa crescita sorprendente, come lo stesso Silva ha commentato ad Affaritaliani.it: “Il 2018 è stato un anno veramente incredibile per il private equity con una crescita senza precedenti per merito delle operazioni di mega deal come Magneti Marelli, Recordati, Italo, RTR. Difficilmente tale risultato sarà ripetibile, ma possiamo ritenere il 2018 indicativo per capire l’interesse degli investitori finanziari sul mercato italiano. Per il prossimo anno ci aspettiamo un rallentamento a causa dell’attuale situazione del sistema macro-economico; tuttavia, avendo i fondi molta liquidità difficilmente tratteranno questi investimenti a lungo”. “Nel dettaglio, le operazioni candidate al Premio rappresentano un esempio di come il private equity sia in grado di selezionare le aziende con grande potenziale e possa contribuire alle loro performance. Rispetto allo scorso anno il private equity è stato in grado non solo di mantenere ma anche di aumentare i ritorni medi. Nei buyout, per esempio, il CAGR medio del fatturato è stato di oltre il 30% contro il 19% dello scorso anno, mentre il CAGR dell’EBITDA è stato di oltre il 40% contro il 15% dell’anno precedente”.

A sostegno dell’importanza del private equity come parte della soluzione per la crescita del sistema Italia è intervenuto con un videomessaggio Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo e membro della giuria del Premio Dematté: “I fondi di Private equity creano valore per definizione perché investono in economia reale, in aziende che vengono fatte crescere, non fanno speculazione. In 15 anni il sistema del private equity è maturato. Se all’inizio portava nelle aziende un turbo finanziario (capitale aggiuntivo che non veniva dal sistema bancario), oggi mette a disposizione, oltre al capitale finanziario, anche un capitale professionale e umano, un’esperienza di sviluppo che è il vero valore aggiunto”.

Premio Dematté Private Equity of the Year 2018: i vincitori

I nomi dei premiati sono stati votati da una giuria composta da professionisti di altissimo livello appartenenti al mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico, all’interno di una rosa di 17 operazioni finaliste, precedentemente selezionate tra le società che hanno generato il disinvestimento dell’operazione tra il primo agosto 2017 e il 31 luglio 2018.

Nella categoria Early Stage (investimento in capitale di rischio effettuato nelle prime fasi di vita di un’impresa, comprendente sia le operazioni di seed sia quelle di startup) il premio è stato assegnato a P101 per l’operazione Octorate, società specializzata nello sviluppo di servizi e soluzioni software per hotel, B&B e case vacanza.

Nella categoria Expansion (operazioni di investimento in capitale per il finanziamento dello sviluppo d’impresa) il vincitore è Dea Capital Alternative Funds per l’operazione S.M.R.E., società di engineering specializzata nello sviluppo di soluzioni altamente tecnologiche.

Nella categoria Buy Out (operazione di acquisto dell’impresa da parte dell’operatore di private equity in affiancamento con il management/imprenditore) il premio è stato consegnato a Mandarin Capital Partners e Progressio per l’operazione Industrie Chimiche Forestali, azienda che progetta, produce e commercializza adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico per il mercato calzaturiero & pelletteria, automotive e packaging.

Quest’anno è stata consegnata una menzione speciale Ipo “per sottolineare l’importanza che i fondi hanno nell’accompagnare le imprese target in borsa”, ha spiegato Cipolletta di AIFI, e un premio speciale Turnaround, “segno che i fondi sono uno strumento importante anche nelle fasi più delicate di vita aziendale.

La menzione speciale Ipo è stata consegnata a NB Aurora per l’operazione DBA Group, società specializzata nella fornitura di servizi e soluzioni di architettura e ingegneria, di project & life cycle, management e Ict e il Premio speciale Turnaround a Equinox e Mittel per l’operazione Sorin Group (oggi Livanova) società che disegna e produce impianti biomedicali nel settore della chirurgia cardiaca.

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