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Barbanente

Un numero esiguo di alloggi Iacp e 10000 famiglie inesorabilmente a rischio sfratto: questa, in poche brutali parole, l’attuale situazione pugliese. Senza fronzoli o edulcoranti ad indorare la pillola.  Solo alcuni giorni fa, l’Unione inquilini Bari ed il Movimento lotta per la casa erano riusciti a sventare lo sfratto di una mamma e della figlia, a Ceglie del Campo, grazie alla puntuale azione di un avvocato, ottenendo una proroga al 6 giugno (“quando si terrà una maxi udienza in tribunale per rivedere il caso di questa famiglia in gravi difficoltà economiche con minori”, spiega Annalinda Lupis, segretario provinciale Unione inquilini Bari). “Sono oltre 30.000 – dichiara il Segretario generale del Sicet regionale, Paolo Cicerone - le famiglie che attendono un alloggio popolare in Puglia, mentre l’aumento vertiginoso degli affitti, anche a seguito delle nuove tasse sulla casa, hanno dato un ulteriore colpo di grazia al mercato abitativo privato rendendolo inavvicinabile alle classi più fragili”.

Secondo i dati forniti dall’ufficio statistico del Ministero degli Interni sugli sfratti, inoltre, nel 2012 è stato riscontrato un ulteriore aggravamento del disagio abitativo in Puglia, pari al 18%. Il programma finanziario regionale per il recupero di alloggi Iacp e nuove costruzioni per un totale di 15 milioni e 574 mila euro non basta. Così come non bastano i 1.800 alloggi recuperati di edilizia sovvenzionata, i 1.000 alloggi recuperati  con i programmi Pirp e l’avvio del Programma Straordinario di edilizia residenziale pubblica per 250 nuovi alloggi insieme al recupero di altri 250 alloggi nel Piano Nazionale di Edilizia Abitativa. “Tutto questo, però, per la Regione Puglia – ricordano i sindacati - rappresenta solo un parziale soddisfacimento del bisogno abitativo pugliese dato che rimangono inevase richieste per un alloggio sociale pari a 30.000 domande”.

Cicerone

A breve, poi, una nuova preoccupazione per i cittadini: entro giugno 2013 scade la proroga degli sfratti per morosità. Ad oggi, le famiglie a rischio sarebbero circa 10000.

Le proposte. Durante il VII congresso Sicet Cisl di Puglia, diverse sono le soluzioni emerse, tutte nella direzione di una sorta di “vertenza casa”, grazie alla quale redigere un Piano Nazionale di edilizia residenziale pubblica finalizzato ad aumentare la disponibilità di alloggi, a canone sociale, ai comuni maggiormente interessati dagli sfratti. E non solo: “Un provvedimento urgente per la proroga degli sfratti dopo giugno 2013, sia per la finita locazione sia per la morosità incolpevole”, come ricordato dallo stesso Paolo Cicerone; il rilancio dei canoni concordati per la riduzione degli affitti e con misure fiscali che agevolino l’utilizzo di questo strumento di contrattazione, rivedendo le stesse misure fiscali che hanno ridotto la capacità di detrazione dei canoni percepiti al libero mercato; il rinnovo della convenzione nazionale mirata a rilanciare gli accordi territoriali sugli affitti concordati e definire le modalità di applicazione agli alloggi costruiti in social housing. Essenziale, inoltre, anche la redazione di un provvedimento legislativo che introduca una detrazione – come per i mutui per la casa – a favore degli inquilini, utile anche come contrasto all’evasione fiscale da parte dei proprietari, da portare avanti assieme alla riforma complessiva della Legge 431/98. Da non dimenticare, infine, “il ripristino del Fondo Sostegno Affitti Nazionale con una cospicua dotazione finanziaria, per aiutare le famiglie non in grado di pagare i canoni della locazione”.

Presenti all’incontro anche il vice Presidente della Giunta regionale, Angela Barbanente, il Segretario nazionale del sindacato Inquilini della Cisl, Guido Piran, e il Segretario pugliese della Cisl, Giulio Colecchia.

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