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gatti mimmo (1)Modugno – In cinque per il dopo Gatti e con un outsider che potrebbe riservare non poche sorprese. A far naufragare anzitempo l’Amministrazione a guida democratica, eletta a maggio 2011, è stato il peso dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto tanto il primo cittadino in carica quanto il suo predecessore Pino Rana (Pd prima, Udc poi), entrambi arrestati a novembre con l’accusa di concussione in materia di concessioni edilizie, insieme ad alcuni consiglieri e dirigenti.
 
 
Al voto, quindi, così come gli altri 7 centri del barese chiamati alle urne tra i 42 pugliesi di questa tornata. E proprio dalla questione morale riparte il centrodestra: “Dobbiamo chiederci come sia potuto accadere che la magistratura abbia concentrato la propria attenzione sulla città, mettendo in evidenza una commistione consolidata da tempo tra politica, struttura amministrativa, e mondo imprenditoriale”, manda a dire Saverio Fragassi, 51enne avvocato e giornalista in corsa per la fascia tricolore con una coalizione che comprende il Pdl, l’apporto non indifferente dell’Udc, ma anche Fratelli d’Italia, Movimento Schittulli, Puglia Prima di Tutto, Gruppo Indipendente Libertà, socialdemocratici e le liste Cambiamo Modugno, Il Cortile dei Gentili, Impegno Civile, Insieme per la città e Orizzonti Futuri. Va da sé che l’acceleratore sia premuto su etica e trasparenza, open data e open governement e criteri più stringenti di eleggibilità: incandidabilità per indagati, rinviati a giudizio o condannati in primo grado e, se si è già eletti, autosospensione o dimissioni in caso di condanna.
 
 
Dall’altra parte della barricata i democrats provano a recuperare consensi affidandosi all’avvocato civilista Lella Ruccia: sfida per nulla semplice se si conta che, già sulla tempistica per la scelta del competitor da schierare, le acque si sono increspate non poco. “A meno di 20 giorni dalla presentazione dei candidati e delle liste il centrosinistra risulta in forte ritardo”, avevano attaccato gli (ex) alleati della Puglia per Vendola dopo aver ritirato l’assessore all’Urbanistica, Carmine Viola, dalla Giunta a luglio 2012, chiedendo peraltro l’azzeramento dell’esecutivo: “Sono davanti agli occhi di tutti le contraddizioni tra le aspettative dei cittadini e un gruppo dirigente autoreferenziale in cui le rivalità personali si arricchiscono ogni giorno di nuovi preoccupanti capitoli”. La diretta interessata, però, tira dritto, convinta che per uscire dalle secche del recente passato politico, la prossima amministrazione dovrà giocarsi la carta della stabilità “istituzionale, ambientale, sociale e scolastica ed economica”, con il jolly dell’ approccio femminile alla gestione della cosa pubblica: “Basato sull’ascolto e comunicazione, può costituire una valida alternativa all'attuale modello politico”. A sostenerla? Anche l’associazione “Pianeta Solidale” e la civica a suo nome.
 
 
Se non fosse che ad erodere una cospicua quota di consensi, specie tra i delusi del centrosinistra, potrebbe essere l’ex pretore e sostituto procuratore Nicola Magrone, candidato con ben 7 liste a suo favore: non proprio un outsider, vista la candidatura alle ultime comunali: “Il programma? È la Costituzione”, aveva chiosato due anni fa in campagna elettorale ed è pronto a rilanciare, tanto da dirsi disposto a non percepire alcun compenso in caso di elezione. A chiedergli delle priorità cita il programma di riqualificazione di aree come l'ex cementificio ed il centro storico, senza trascurare sviluppo economico sostenibile e cultura. Del quintetto fanno parte anche Serafino Corriero per il Movimento Cinque Stelle, agente di commercio nel campo dell’informatica al battesimo politico, e Liberio Vito Carlo per Impegno Cristiano. Riusciranno i dem a battere il clima di sfiducia strappando il ballottaggio agli avversari e giocando in rimonta? E quanto peserà l’ex magistrato nella contesa? Poche settimane e lo sapremo.
 
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