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Bari – “Grazie al picchetto degli operai dell'Om e dei lavoratori di altre aziende si è impedito ai tir di entrare in fabbrica. La polizia ed i carabinieri antisommossa sono andati via dalla zona industriale di Bari. Il presidio permanente continua. C'è bisogno di solidarietà e mobilitazione diffusa. E' necessario iniziare a vincere qualche battaglia per dimostrare che non siamo merce "usa e getta" al servizio del mercato e dei profitti”. Con queste parole il gruppo di Rivolta il debito Bari ha reso noti gli ulteriori sviluppi su quanto, da stamattina, aveva destabilizzato e non poco i lavoratori dell’Om Carrelli Elevatori e di tutta la zona industriale barese. Stando a quanto riferito dagli stessi dipendenti e dalla Fiom Cgil di Bari, “stamane sono intervenute le forze dell'ordine su esplicito invito della direzione aziendale per far sgomberare il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento”. “Ancora una volta – ha denunciato la Fiom - i lavoratori dell’Om ricevono risposte in senso contrario a quella che ormai possiamo definire la loro Odissea”.

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Due tir, carabinieri in assetto antisommossa ed il personale della Digos hanno fatto temere il peggio. I lavoratori, nonostante la stanchezza dovuta al presidio costante dei cancelli, sono aumentati di minuto in minuto. Tra i 60 ed i 70 dipendenti, provenienti tra l’altro da diverse realtà industriali del barese, hanno fatto in modo che i macchinari dell’azienda specializzata nella fabbricazione dei carrelli elevatori non fossero portati via.

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Una storia che ha dell’assurdo quella degli operai, attualmente 223 in cassa integrazione, e che non sembra trovare un esito: “Non ci sono comunicazioni ufficiali. Nessuno ci dice niente – racconta Antonio Pantaleo, operaio Om – nessuno prova a spiegarci. Vorremmo avere delle risposte, negative o positive che siano. Non si possono tenere delle persone nell’incertezza: non è umano”. I lavoratori hanno in più occasioni manifestato malcontento, anche verso la classe politica: “I politici hanno parlato di noi quando sembrava ci fosse da festeggiare. Ora che l’intesa tra la Kion e la Frazer Nash pare stia saltando, nessuno che abbia pensato di venire qui, presso lo stabilimento. Anche solo per dare un segnale di presenza”. E pensare che solo fino a poche settimane fa, è doveroso ricordarlo, la vertenza Om veniva riportata ai media e agli operai di altre realtà in crisi (la Bridgestone, ad esempio) come caso conclusosi positivamente. Eppure, già erano in atto le battute d’arresto per il raggiungimento dell’accordo, come riportato da Affaritaliani.it.

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Una cosa, però, è certa: a fine mese ci sarà un altro incontro tra le parti e fino ad allora la Kion non potrà portare via i macchinari ed i carrelli. I beni, del valore complessivo di 12,5 milioni, sono ad oggi l’unica forma di rivendicazione in mano agli operai. Tanta l’agitazione e la preoccupazione per un effetto domino in tutta la zona industriale barese: “Non è possibile – insiste Antonio Pantaleo - che una manifestazione d’interesse scritta e firmata al Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, venga trattata come carta straccia. L’intesa non può saltare, vorrebbe dire che a questo punto tutto è possibile”.

La dichiarazione del Sindaco di Bari, Michele Emiliano:

“Pur essendo fuori sede, sono stato avvisato dalle mogli di alcuni operai dello stabilimento Om Carrelli elevatori di quanto stava accadendo davanti ai cancelli della fabbrica. Ho immediatamente  parlato col questore di Bari ottenendo da lui garanzie che non vi sarebbero stati azioni di forza da parte delle forze dell’Ordine nei loro confronti. E ben due giorni fa, avendo intuito lo stato di tensione dei lavoratori, avevo chiesto al prefetto la convocazione di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza proprio per prevenire qualunque tipo di incidente. 

Resta il fatto che la città di Bari ed io personalmente siamo al fianco degli operai. Loro hanno tutto il diritto di vedere rispettati gli accordi che prevedono la consegna alla Kion dei carrelli realizzati nello momento stesso del passaggio dello stabilimento alla Frazer Nash. Quando il 15 maggio scorso a Roma abbiamo affrontato la questione relativa alla Bridgestone, sia il Comune sia la Regione  hanno richiesto l’intervento delle ambasciate tedesca e inglese per indurre le due aziende a riprendere immediatamente le trattative. Dunque, questo lo voglio sottolineare, la vicenda è seguita come sempre, minuto per minuto”.

 

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