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Bari - Le condizioni economiche e produttive del sistema industriale pugliese al centro di un nuovo dibattito proposto dal Comitato Direttivo della Cgil Puglia, nella sede barese di via Calace. Gianni Forte (Segretario generale Cgil Puglia), Leo Caroli (Assessore regionale al Lavoro), Nicola Costantino (Docente Ingegneria economica Politecnico di Bari), Domenico Favuzzi (Presidente Confindustria Puglia), Loredana Capone (Assessore regionale Sviluppo economico), Federico Pirro (Docente Storia dell’Industria Uniba e Consigliere Svimez) ed Elena Lattuada (Segretaria nazionale Cgil) hanno discusso delle attuali condizioni economiche e produttive del sistema industriale pugliese, moderati da Michelangelo Borrillo (vice caporedattore Corriere del Mezzogiorno e Responsabile Mezzogiorno Economia), con l’intento preciso di definire alcune linee guida per affrontare la grave crisi che il comparto sta attraversando. Una crisi particolarmente sentita nel settore industriale: all’inizio del 2013 la produzione industriale è risultata essere inferiore, infatti, di circa un quarto rispetto alla situazione pre-recessione. Un indebolimento produttivo avvertito dal mercato del lavoro con una riduzione dell’occupazione e delle ore lavorate: i numeri dicono che nel periodo 2007-2012 il trend, infatti, sia stato in Puglia del -3,1%, per quanto riguarda l’occupazione, e del -8,7%, per quanto concerne le ore lavorate. Non solo: nel 2012 l’industria italiana ha prodotto 267 miliardi di euro, con un’occupazione di 4,7 milioni di addetti, ed ha inciso per il 19 % sull’occupazione complessiva. Una situazione, quella attuale dell’industria, in crisi ma con un potenziale tutto da esprimere: la produzione industriale rappresenta meno del 20% del valore aggiunto e dell’occupazione complessiva del nostro Paese ma è la principale fonte di innovazione e competitività, effettua oltre il 70% della spesa di ricerca e sviluppo del settore privato, ed ha un ruolo decisivo nell’equilibrio dei conti con l’estero, contribuisce per l’80% delle esportazioni).

SPECIALE LAVORO PUGLIA: I dati del rapporto Svimez 2013 sulla Puglia/ Settore dell’edilizia in crisi anche nel Mezzogiorno/ Puglia esclusa da incentivi imprese/ Le novità sulle imprese del “Decreto del fare” di Letta/ Bridgestone: siglato l’accordo/ Rizzi: 'Natuzzi, accordo truffa'  

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“La Puglia ed il suo sistema produttivo – spiega il Comitato Direttivo della Cgil Puglia - stanno pagando un prezzo troppo alto, a partire dalla perdita di posti di lavoro e dall'aumento spropositato dei lavoratori coinvolti dalla mobilità in deroga e della cassa integrazione, nonostante l'apporto positivo del Governo regionale”. Utile e da consolidare “con l'utilizzo delle risorse della nuova programmazione e privilegiando i progetti ad alto impatto occupazionale”, secondo il sindacato pugliese, lo strumento del contratto di programma. Insiste il Comitato Direttivo della Cgil Puglia: “Nell'ambito del sistema di PMI, si avverte la carenza non solo di managerialità, ma anche di apporti tecnici e di professionalità in grado di imprimere il salto di qualità nell'organizzazione del lavoro, nell'implementazione di nuove tecnologie all'interno del ciclo produttivo e la ricerca di nuovi prodotti. A tale scopo sarebbe necessario incentivare l'assunzione di giovani laureati con l'obiettivo di recuperare nuove capacità proprio sul versante dell'innovazione. Anche sul versante della specializzazione produttiva, si tratta di insistere per portare a valore alcuni percorsi già avviati nell'ambito di settori quali il calzaturiero, l'abbigliamento, l'agroalimentare”. Deludente inoltre, secondo il sindacato pugliese, quanto fatto dai Distretti Produttivi nell’aiutare le Piccole Imprese.

Diversi i punti salienti della proposta discussa dalla Cgil: politiche di sostegno alla produzione e alla creazione di nuova e buona occupazione; disponibilità di aree attrezzate (a tale scopo occorre rivedere il ruolo delle ASI); sistema di servizi e di infrastrutture; ulteriore semplificazione delle procedure autorizzative; disponibilità di manodopera da valorizzare con attività formative sempre più orientate ad incrociare il fabbisogno dell'impresa. Elementi necessari ad evitare vertenze infinite ed ancor oggi risolte come OM, Miroglio, Vestas, ITN e Cluster e che potrebbero trovare degna occasione di discussione in vista dell’avvio del nuovo ciclo di programmazione 2014-2020. “Occorre ripensare – prosegue il Comitato Direttivo della Cgil Puglia - lo sviluppo convulso e caotico della produzione di energie rinnovabili in Puglia e le storture che ne sono derivate. Si tratta invece di investire sugli impianti diffusi, capaci di rendere autosufficienti i nuovi insediamenti, contribuendo alla crescita di un sistema di imprese specializzate, in grado di offrire prodotti e servizi finalizzati, con conseguenti ricadute positive sull'occupazione”.

SPECIALE LAVORO PUGLIA: L’effetto domino del settore industriale barese/ Cgil Bari, Gesmundo: “Servono politiche sociali”/ Le videointerviste agli operai OM/ La vertenza Ilva/ Cos’è il caporalato e come funziona/ Interviste ai migranti, il miraggio del lavoro (e del permesso di soggiorno)

“E’una situazione – sottolinea infine Gianni Forte, Segretario generale Cgil Puglia - molto complicata dal punto di vista dell’effetto della crisi sull’occupazione, sul depauperamento del sistema industriale non solo a livello nazionale, ma anche in Puglia dove le crisi prendono il sopravvento sui punti di eccellenza che comunque sono tanti. Difendere l’occupazione ma nello stesso tempo rilanciare rivendicando innovazione, ricerca, internazionalizzazione, portando il nostro sistema industriale agli stessi livelli d’avanguardia di altre aree del Paese e ad altre parti del mondo perché la Puglia ha le capacità per uscire dalla crisi a testa alta e con un sistema che riesce a fare qualità”.

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