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Bari – Non è ancora una discesa in campo a tutti gli effetti ma anche Alfonso Pisicchio scioglie gli indugi e annuncia il countdown sulle prossime Comunali: “Mi appresto a dichiarare alla città, nel corso di una conferenza pubblica, la declinazione di alcune idee-forza su Bari”, manda a dire in una lettera aperta ai cittadini, “non marcando una cesura con le stagioni precedenti in cui ho condiviso responsabilità amministrative, ma segnalando l'urgenza di una nuova fase”.
 
 
Se nel centrodestra continuano le grandi manovre della nuova formazione di Massimo Cassano e in Regione si parla già di gruppo imminente, prima di serrare i ranghi per la sfida del capoluogo, a sinistra l’ultimo ad essere entrato nella contesa è stato l’ex Idv Giacomo Olivieri, candidato a sorpresa alle primarie, nonostante il pressing iniziale di Realtà Italia sul pm Desirèe Digeronimo. “Media e soggetti collettivi di questa città sembrano attratti più dai nomi che saranno gettati nel campo del conflitto elettorale, piuttosto che dai progetti, dall'idea di amministrazione che si intende sostenere, dal "come" si vogliono raggiungere gli obiettivi”, chiosa l’attuale vicesindaco, reduce dai galloni appena ottenuti di neo assessore al Bilancio, non nascondendo di essere stato chiamato in causa in prima persona “immaginando che forse non appaia innaturale per un vice Sindaco cui non vengono rimproverate particolari carenze, proporsi al governo della Città”.
 
Io Sindaco? Perché no? Offro la mia disponibilità in coerenza con la mia storia nel centrosinistra ma bisogna parlare di coalizione e di programmi, vedere chi siamo e conoscere gli interlocutori”, aveva aperto qualche mese fa dalle colonne di Affari Puglia. E se alla coalizione, intanto, si sono aggiunti formalmente anche i Moderati e Popolari di Canonico, è sul programma che l’ex assessore alle Aziende tratteggia nuovi scenari. Quantomeno procedendo per negazioni nell’analisi: “Bari non è una città turistica, almeno come siamo abituati a considerarle in Italia. Bari non è una città industriale. È stata e potrebbe ridiventare una grande città commerciale. È sicuramente, in una stagione in cui la geografia è tornata a sovrapporsi alla politica, dopo la caduta del muro di Berlino, una capitale del Mediterraneo e anche una capitale del Sud” ma senza l’elefantiasi di Napoli o Palermo, spiega, citando la vocazione "meticcia" del capoluogo, all’ombra del Santo di Myra. 
 
 
Dal Pd, intanto, metabolizzano i risultati dei circoli verso le primarie di dicembre, con Gianni Cuperlo che supera, di poco nel barese, Matteo Renzi - vincente a Bari città - e qualcuno ipotizza anche un nome legato al dalemiano in lizza per la nomination a Palazzo di Città, il centrista Pisicchio è pronto a gettarsi nella mischia: “L'Amministrazione comunale deve saper tracciare la strada e raccordare tutti gli interventi - pubblici e privati - all'interno di un grande disegno di cui possa farsi garante. Al potere politico devono essere chieste idee alte, non certamente interventi di cabotaggio minore”, ammonisce, “anche perchè le provviste per il cabotaggio minore sono ormai tutte esaurite”.
 
(a.bucci1@libero.it)
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