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“Il DDL su Ilva licenziato oggi in Senato rischia di essere solo un "abito cucito su misura", da questo Governo a da questa maggioranza, per limitare al minimo gli interventi di ri-ambientalizzazione  degli  impianti,  previsti  dall'Aia”.  Così il senatore pugliese Dario Stefàno nella sua dichiarazione del voto di astensione per il Gruppo Misto - SEL sulla conversione del Decreto Ilva, oggi a Palazzo Madama.

"Ci asteniamo come ultimo segnale di buona volontà verso il Governo – ha dichiarato Stefàno - sperando che possa recuperare lo spirito che si era prefissato il Decreto: si era partiti con una buona intenzione ma, sotto le spinte lobbistiche, si è trasformato il tutto nella ennesima occasione persa”

 

“Oggi   - ha dichiarato Stefàno nel suo intervento in Aula - è stata firmata  l'ennesima  cambiale  in bianco che, in continuità con il passato, metterà  una  pesante  ipoteca  sul  destino  della fabbrica, dei suoi lavoratori ma anche del territorio e sul sacrosanto diritto alla salute dei cittadini tarantini e pugliesi. Come Sel e come parlamentare pugliese avevamo chiesto, con i nostri emendamenti, maggiore coraggio nell'adottare scelte innovative sotto il profilo economico, sociale e ambientale". 

ilva notte2

 

"Il  governo  ha  preferito scegliere un'altra strada, prima di tutto  cancellando  la  figura  del  Garante, che avrebbe garantito quella terzietà  e  obiettività  che non può certamente vantare il Commissario Bondi, già amministratore  delegato  della  stessa  azienda. Ecco, la domanda è semplice: chi vigilerà sui tempi e sulle modalità? Ovviamente lo dovrà fare il dottor Enrico Bondi, ma: nella  veste di  Commissario che controlla la affidabilità della proprietà e del suo management nell'eseguire le prescrizioni oppure in quella di amministratore delegato e, quindi, curatore degli interessi della stessa famiglia Riva?”


"Il  decreto  inoltre - prosegue Stefàno - consente di limitare al  minimo gli interventi previsti dall'Aia e di aggirare la Valutazione di impatto ambientale. Estremamente inquietante è poi l'approvazione di un odg che  prefigura una vera e propria sanatoria per le due discariche dell'Ilva che possono costituire una delle  principali  fonti  di  avvelenamento  del territorio e della popolazione".


“Noi siamo fortemente preoccupati – conclude Stefàno -  della eventualità che la proprietà di Ilva continui come sempre a privatizzare e mettere in cassaforte gli utili ed a socializzare invece le perdite e gli investimenti necessari alla ambientalizzazione dei processi produttivi, portandoli a carico della collettività e della finanza pubblica o, ancora peggio, a procrastinarne sine die la effettiva realizzazione.  Il  nostro Paese non può fare a meno della siderurgia e non può dimostrarsi distratto verso le decine di migliaia di posti di lavoro che ad essa sono collegati, ma vogliamo fortemente che i tarantini non continuino ad ammalarsi ed a morire di inquinamento. Che i figli di quella terra non continuino a vivere con una spada di Damocle sulla propria salute e sulla propria vita. Che le aziende dell'agroalimentare o del turismo jonico, solo per fare due esempi, non continuino ad essere violentate nelle loro identità e nei propositi di continuare ad investire in qualità e sicurezza alimentare”.

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