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Pellegrino capone“A che serve presentare proposte di Legge sulla semplificazione normativa se poi  le cronache ci evidenziano che basta una vigilia di Natale antecedente alle elezioni del 2010 per ritrovare efficienza e voglia di fare e, mentre tutti erano presi dalla cena della vigilia, nella nostra Regione si accelerava  per autorizzare Parchi Fotovoltaici connotati da uomini d’affari e da investimenti milionari?”. L’affondo del Pdl regionale arriva a poche ore dalla notizia dei cinque avvisi di garanzia emessi nell’ambito dell’ indagine del Pm barese Francesco Bretone sulla realizzazione di impianti per l’energia alternativa nel territorio pugliese. E di mezzo ci sarebbe anche il capo di Gabinetto del Governatore Vendola, Davide Pellegrino, accusato di abuso d’ufficio e blindato dalla maggioranza.
 
Sotto i riflettori il parco da 25 megawatt di Restinco, nel brindisino, investimento da 103 milioni di euro la cui autorizzazione unica, concessa alla società Sun Energy, reca la data del 24 dicembre 2009 e la firma di Pellegrino, all’epoca a capo del Servizio Energia dell’assessorato allo Sviluppo e predecessore di Giuseppe Rubino, al quale si contesta uguale abuso. I terreni destinati ad ospitare la costruzione sarebbero, infatti, quelli di proprietà dei fratelli Rosato di Mesagne, gravati da ipoteche e pignoramenti “per svariate decine di milioni di euro”. A complicare ulteriormente il quadro c’è che ad avvertire l’ente di Via Capruzzi sull’entità della cifra è l’avvocato dell’imprenditore tedesco Wolfgang Rainer Gehrlicher, interessato inizialmente ai suoli prima di scoprire l’amara verità in sede di verifica documentale con le banche, quando però ha già versato più di due milioni di caparra anticipata sui 14 richiesti. Finisce che l’ospite teutonico fa dietrofront (dissuaso da un atteggiamento “distruttivo” dei Rosato, si legge nei documenti) e i fratelli mesagnesi spostano l’interesse su un gruppo spagnolo, senza che dalla Regione accada nulla o si ipotizzi revoca alcuna. E ora? Rischiano di saltare 240 milioni di aiuti pubblici che, secondo l’accordo, lo Stato garantirebbe alla società per l’opera nella misura di 12 all’anno, nè si esclude un nuovo filone d’inchiesta relativo all’abusivismo edilizio sulle strutture già realizzate.
 
Dall’opposizione vibrano il colpo: “Persone per bene e portatori di valori e professionalità, sviluppino spirito critico e non fungano da attuatori della volontà del potente, perché si finisce per essere parafulmini di questioni molto più grandi di sé stessi che il potente, primo fra tutti, condannerà pur di salvaguardare immagine e potere”, ammonisce durissimo il capogruppo azzurro Zullo e dall’Udc, ribadiscono la necessità di un’anagrafe degli impianti fotovoltaici ed eolici: “Era immaginabile che dietro le energie alternative ci fosse un business di imprenditori senza scrupoli pronti a sfruttare il nostro territorio pur di incamerare facili quattrini”. Intanto, dalla maggioranza gettano acqua sul fuoco confermando la fiducia nella dirigenza del dicastero retto da Loredana Capone e i capigruppo fanno quadrato attorno al capo di Gabinetto del Presidente: "Conosco il rigore con cui i nostri funzionari trattano queste pratiche e dunque ho fiducia nel loro lavoro", fa sapere l'ex vicepresidente della Giunta. Annunciata per lunedì dal brindisino Euprepio Curto una proposta di legge per istituire una commissione d’indagine sull’intero sistema delle rinnovabili nel Tacco dello Stivale.
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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