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Ilva, countdown per il decreto Letta

ilva OPERAI

Il futuro dell’Ilva e dei cittadini di Taranto torna sui tavoli del Governo anche questa settimana. La prima data da tenere a mente è quella del 30 ottobre: dopo mercoledì, infatti, non sarà più possibile convertire in legge il decreto voluto dal Governo di Enrico Letta sul riordino della pubblica amministrazione e con norme al suo interno relative alla stessa Ilva, nello specifico riguardanti l’autorizzazione a due discariche di rifiuti (una per rifiuti pericolosi e l’altra per rifiuti non pericolosi).

Data ancora una seconda volta decisiva quella del 30 ottobre perché, presso il Comune di Taranto, si riunirà la conferenza dei servizi prevista dallo Sportello unico delle attività produttive (Suap). Nel corso dell’incontro saranno esaminati i progetti per la copertura di tre parchi minerali piccoli e di un’area di gestione dei rottami ferrosi. La superficie interessata dai parchi omo-coke (miscela di minerali di ferro destinati alla sinterizzazione e carbon coke) e agglomerato nord e sud (sinterizzato di minerali di ferro per gli altiforni) sarà pari a 74.120 metri quadrati. Sarà importante capire la necessità o meno di una Valutazione d’impatto ambientale per tali interventi: secondo l’azienda Ilva tale valutazione ritarderebbe non di poco i tempi di esecuzione dei lavori.

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L’agenda Ilva non finisce qui. Nei prossimi giorni saranno notificati, infatti, gli avvisi di conclusione dell’indagine relativa al reato di disastro ambientale dello stabilimento siderurgico e che in un anno ha portato a numerosi sequestri e arresti. Basti pensare agli ultimi, in ordine cronologico, che hanno fatto emergere l’esistenza di un cosiddetto “governo parallelo” della fabbrica, costituito da cinque “fiduciari” dei Riva. Una struttura grazie alla quale la famiglia Riva è stata in grado di continuare ad assicurarsi nel tempo il controllo delle attività.  

La Procura di Taranto farà notificare una cinquantina di avvisi di conclusione delle indagini, avvisi che sembrerebbero coinvolgere, oltre alle persone già arrestate nei mesi scorsi (gli ex presidenti dell’Ilva, Emilio e Nicola Riva, padre e figlio, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, l’ex consulente dello stabilimento di Taranto, Girolamo Archinà, l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, l’ex assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto, Michele Conserva), anche Fabio Riva, vicepresidente del gruppo Riva, ed alcuni esponenti della pubblica amministrazione.