A- A+
PugliaItalia
Ilva, decreto con fiducia Inganno e scoramento

Un Decreto-beffa. Niente risorse e tempi certi e nessuna risposta ai malati oncologici. Diventa evanescente il Polo di onco-ematologia pediatrica. E secondo il Governo l’Arpa si deve arrangiare con l’attuale dotazione organica. L’allarme è trasversale e insistente.

“Giudico molto grave il colpo di mano avvenuto questa sera al Senato sul cosiddetto decreto salva Ilva”, dichiara il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a commento della bocciatura”.

“Si sono cancellati tutti gli emendamenti che qualificano una politica ambientale e sanitaria nella città di Taranto. Si copre con lo scudo della non punibilità per legge la figura del commissario straordinario mentre non si accoglie la richiesta inderogabile di consentire all’Arpa di implementare gli organici necessari a svolgere compiti sempre più gravosi”.

vendola red
 

“Si mette una posta di 500mila euro sul fantomatico reparto di oncologia pediatrica. Si lascia inalterato quel criterio di percentuale che consente di rispettare la legge anche nel caso in cui si rispetti solo l’80 per cento delle prescrizioni dell’Aia”.

“E sono tutte le forze attive e intellettuali della città di Taranto, della Puglia e dell’Italia che ama Taranto – aggiunge Vendola -  che chiedono di correggere quel testo, di non sciupare ancora una volta l’occasione di annodare un rapporto leale con i tarantini. La ferita di Taranto non è solo quella dell’inquinamento che ha asfissiato la città. E’ anche quella dello scoramento dei cittadini, afflitti da una crescente povertà e spesso frustrati dalle tante promesse disattese dello Stato”.

“Chiedo a nome di tutti i pugliesi, di compiere un gesto di buona politica. Lo chiedo al Parlamento, lo chiedo come Presidente di una Regione che è consapevole dei propri limiti ma è anche orgogliosa delle proprie risorse. Vi chiedo di ripensarci”.

Stesso tenore in allarme da parte di Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI Commissione Igiene e Sanità del Senato, nel suo intervento in Senato durante la discussione del decreto.

lettieri2 3
 

“Le dichiarazioni entusiastiche della maggioranza sul decreto Ilva, in discussione al Senato, lasciano l’amaro in bocca perché per l’ennesima volta non corrispondono ad effettivi passi avanti per il futuro delle famiglie, dei lavoratori, dell’azienda e del territorio di Taranto”.

“Altro che svolta”, rincara il senatore di FI, “E’ il settimo decreto, quello dell’inganno, in cui non solo non c’è una visione strategica sulle prospettive da offrire alla città, ma sono assenti gli elementi essenziali per garantire tutela della salute, del lavoro e salvaguardia ambientale. Un decreto-beffa”.

“Scompare la realizzazione del Polo di onco-ematologia pediatrica che Renzi stesso aveva promesso nella conferenza stampa di presentazione del Decreto e che noi abbiamo tentato di recuperare attraverso un emendamento puntualmente respinto. Al suo posto solo uno stanziamento per potenziare la prevenzione e la cura. Che non basta”.

“Niente da fare anche per le assunzioni a tempo indeterminato nell’Arpa, il cui ampliamento d’organico è necessario per contrastare i fenomeni di degrado, per rafforzare la tutela dell'ambiente e per attuare le azioni di protezione ambientale e sanitaria”.

“E che dire poi delle raccomandazioni sotto il profilo sanitario che ho formulato al testo del Decreto - con esito positivo- in Commissione Igiene e Sanità e dove ho chiesto che fossero ripresi, gli indirizzi contenuti nell'ordine del giorno già accolto dal Governo durante l'esame dell'Atto Senato 1275. Persino sul trasporto dei malati oncologici nessuna risposta concreta”.

“Come nessuna risposta è andata ai trasportatori e alle aziende fornitrici cui l’Ilva commissariata dallo Stato deve oltre 250 milioni di euro. La sospensione va bene, ma mi sembra sia tropo poco il loro differimento di qualche mese. Sarebbe stato meglio subordinare l’assolvimento dei doveri fiscali al riconoscimento dei diritti e, dunque, al pagamento dei debiti da parte di quello stesso Stato che non rispetta le regole”.

ilva 21
 

“Il governo non si fa carico di vigilare sulla effettiva disponibilità dei fondi per la bonifica. Nel Decreto, infatti, è previsto anche l’utilizzo di parte delle risorse della famiglia Riva, oggi poste sotto sequestro, attraverso l’accensione di un prestito obbligazionario. Ma continua il solito vizio di questo governo che utilizza due pesi e due misure a seconda della territorialità. In alcune aree, come Piombino e Firenze, si stanziano risorse. Per Taranto tutto si decide fuori dal Parlamento, rinviando la definizione del quantum e soprattutto dei tempi di attuazione ad una delibera del CIPE, lasciando tutto, quindi, alla discrezionalità della burocrazia. Noi, invece, avevamo chiesto tempi certi e risorse certe. Proposta respinta”.

“È evidente, invece, che i tempi della bonifica e della tutela della salute dei cittadini di Taranto non possono seguire quelli della giustizia che sono imprevedibili. Il governo deve, dunque, farsi carico degli oneri derivanti dall’attuazione del Decreto ove quelle risorse non fossero immediatamente disponibili. E il rischio c'è tutto. Tanto è vero che ho presentato in proposito uno specifico odg che è stato approvato, con cui si impegna il Governo in questa direzione”.

“Quello della certezza delle risorse è un aspetto fondamentale. Altrimenti tutto rischia di trasformarsi in una beffa per famiglie e lavoratori già stremati da un’attesa che non può più concedere deroghe. Questo decreto ha tutta l’aria invece di essere proprio una beffa”.

(gelormini@affaritaliani.it)

--------------------------

Pubblicato sul tema: Ilva, Tomaselli (Pd): 'Oltre l’emergenza, costruire il futuro'

                              Ilva: Stefàno (Sel) "Governo balbetta su questione Taranto"

                              Ilva, ok del Senato. I pm chiedono 52 rinvii a giudizio

 

Iscriviti alla newsletter
Tags:
ilvadecretogovernoscoramentoingannovendolad'ambrosio lettieri
i blog di affari
Green Pass più esteso per i guariti dal Covid: appello al Governo
L'opinione di Tiziana Rocca
"No Green Pass esclusi dalla vita sociale come se non fossero cittadini"
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Caso Beccaglia: "Io, donna e medico, dico che non è violenza sessuale"
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.