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Salento, la vendemmia notturna Maci: 'Rito, pizzica e riscatto del Sud'

di Antonio V. Gelormini

Ritrovarsi in una "clemente" serata di un'estate bizzarra e scostante nella campagna salentina, alla corte di Angelo Maci, uno dei produttori storici della Puglia dei vini. Convocati alla luce delle stelle e di una luna appena crescente, per uno dei momenti più importanti della vita di un’azienda vinicola come la vendemmia: quella circostanza in cui il sonno dell’uomo è destato dal richiamo della terra.

Per celebrare questo connubio di elementi, quasi come forma propiziatoria, anche quest’anno torna la “Vendemmia notturna”, per ritrovarsi sotto i raggi argentei della luna e, sul ritmo delle musiche popolari, ripercorrere l’antico rito del taglio dei tralci d’uva.

"E' la notte più lunga e ricca di sorprese", dice Angelo Maci che a Cellino San Marco ha organizzato l'evento, "una serata in cui si scopre che la notte la terra non brucia, ma anzi diventa veicolo di emozioni e di ricchezza".

Come location la tenuta “La Mea”: "Un luogo caro all’anima - aggiunge il dominus di Cantine Due Palme - e in cui l’ospitalità tipica di noi uomini del Mezzogiorno d’Italia si associa a un panorama suggestivo, che parla la lingua di questo Sud". 

Maci vend DeCastris
 

 

A fare da sfondo la piscina immersa tra gli ulivi secolari con la sua illuminazione suggestiva. Clou dell'appuntamento: il taglio dei tralci in un vigneto di Fiano, circondato da filari di rose rosse, in una cornice romantica che ben si armonizza con lo spirito e l'atmosfera della serata.

I canti popolari tipici del Salento, con la "pizzica" che si fa poesia, diventano un antidoto domestico e popolare per combattere ed esorcizzare quella che Salvatore Quasimodo definiva: "La terra di veleni e vegetali, dove cresce il ragno della follia che si insinua nel sangue di corpi delicati che conoscono solo il lavoro arido della terra". La pizzica come cura di un male, la pizzica che è tradizione, la pizzica che segnerà il tempo della vendemmia notturna, è un modo di recupero delle radici, un modo di sancire la volontà comune di riscatto del Sud.

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"Con la fine del raccolto, della vendemmia, scomparivano le tarante", ricorda ancora Angelo Maci. "Offrire un canto propiziatorio, in un contesto di assoluta convivialità, per scacciare simbolicamente le tarante e dare il benvenuto al raccolto affinchè sia ricco e portatore di benefici per i contadini, è il nostro modo di celebrare l'inizio della nuova vendemmia".

Ospiti istituzionali e amici illustri, più o meno popolari, più o meno blasonati, per una serata tradizionale, tra suggestioni e convivialità, per segnare un momento importante della viticultura non solo pugliese. Ma soprattutto l'occasione di un appuntamento "plurale", non solo con Angelo Maci e suoi vini, ma con una storia lunga centinaia di anni.

(gelormini@affaritaliani.it)

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