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Il Coosp - Coordinamento Sindacale Penitenziatrio - segnala il grave episodio accorsdo nei reparti detentivi della Casa Circondariale di Taranto, mentre tutti gli altri reclusi erano intenti a fruire l'ora d'aria, un detenuto extracomunitario, di nazionalità georgiana, si sarebbe suicidato.

L'avrebbe fatto nella propria cella, in un reparto con circa 70 persone ristrette su una presenza di 620 detenuti uomini, donne e semiliberi presenti, contro una forza regolamentare di 330 posti letto, mentre era in carcere per reati contro la persona e il patrimonio.

A nulla sono valsi gli imadiati e tempestivi, nonchè professiali e umani, aiuti della vigilanza e la successiva disperata corsa del 118, che ha provveduto a trasportarlo d'urgenza presso il nosocomio della città.

Il COOSP ricorda che  poco tempo fa sempre a Taranto altri due detenuti tentarono di togliersi la vita all'interno della casa circondariale Jonica e furono salvati dai Baschi Azzurri, grazie al loro tempestivo intervento. In quest'ultimo periodo tale genere di episodi sono normale routine, e ci fanno riflettere su come si vive nelle prigioni pugliesi. Il personale  di Polizia è ulteriormente ridotto  nel numero di 70 unità oltre alla già evidente ed  esistente criticità per il piano ferie e quello in servizio è costretto a subire turni massacranti con più posti di servizio.

Il COOSP, inoltre, comunica che su una assegnazione dei circa 690 neo agenti ancora presenti nelle cinque scuole di formazione penitenziaria d’Italia, il DAP nella giornata del 2 settembre 2013 incontrerà i Sindacati di polizia per prospettare il piano di assegnazione unità di polizia.  

In Puglia  sono presenti 2448 unità con  carenza di 600 persone, mentre è prevista  un’assegnazione di 14 Poliziotte Donne di cui 4 a Taranto, 4 Lecce, 4 Foggia e 2 Bari. Nessun poliziotto assegnato, se non per una mobilità successiva di pari entrata ed uscita dalla Mobilità nazionale. Si spera che iIntervenga direttamente il Ministro Guardasigilli, Annamaria Cancellieri. prima che la situazione dei  65.744 reclusi in 230 carceri italiane diventi preoccupante, per i 32.084 agenti di polizia penitenziaria, con una carenza dalle 8.000 alle 12.000 unità se si inseriscono anche i servizi Nuclei traduzione e scorte.

Domenico Mastrulli Segretario Generale COOSP

 
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