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'No TAP', tensione a Lecce Fischiato De Vincenti

L’esercizio della democrazia partecipata può spesso rivelarsi cartina al tornasole. A non saperlo fare, infatti, il rischio è quello di tradire qualsiasi intenzione. In caso contrario, l’effetto è quello di una vera e propria scossa mediatica. Il confronto con le comunità locali ed alcune associazioni sul gasdotto Tap, tenutosi a Lecce,  partiva con le migliori premesse: “Ci proviamo. A Lecce – scriveva su Facebook l’Assessore alle Politiche giovanili, Trasparenza e Legalità della Regione Puglia, Guglielmo Minervini - mettiamo a confronto il governo nazionale, l'azienda Tap e i comitati dei cittadini per discutere della proposta del gasdotto salentino. I processi partecipati servono a non sbagliare, in fondo. Perché di errori, nel passato, ne sono stati commessi molti. Troppi”. L’incontro, nonostante le contestazioni ed i momenti di tensione, ha così prodotto un risultato persino più forte del previsto: la voce unica e chiara della cittadinanza leccese ha detto la sua, tra fischi e proteste, contro il progetto del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline, che prevede come punto di approdo il litorale di San Foca, sulla costa di Melendugno (Lecce).  

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“Questa – ha dichiarato Massimo Esposito della segreteria provinciale di Sel - doveva essere l’occasione per ascoltare, da parte dello Stato, le motivazioni dei territori interessati dall’approdo del gasdotto Tap. L’ascolto in genere prevede due attori principali, uno che parla e l’altro che, per l’appunto, ascolta. Ma questo non è avvenuto. Eppure il messaggio era uno solo semplice e chiaro: ”No Tap”. Il sottosegretario De Vincenti (vittima sacrificale per l’occasione), ignorando le richieste chiare e semplici della gente e snobbando anche i rilievi tecnici, ha snocciolato una serie di interessi “nazionali “ a dir poco inconsistenti”. Il Comitato No Tap, alcune associazioni ambientaliste, il movimento 'No al carbone' di Brindisi, militanti di Rifondazione Comunista e Sel, parlamentari del Pd e del Movimento 5 Stelle, numerosi rappresentanti politici locali (come ad esempio il sindaco di Melendugno, Marco Potì) e diversi cittadini giunti da Melendugno e dai centri limitrofi hanno riempito le Officine Cantelmo, non esitando a prendere di mira e fischiare gli interventi del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, e anche dell'assessore della Regione Puglia alla Trasparenza, Guglielmo Minervini. Regione colpevole, secondo molti cittadini presenti, di non aver preso una posizione forte e chiara, preferendo invece una certa ambiguità.

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Un’opera “ritenuta strategica per il Parlamento che l’ha votata a larghissima maggioranza e che risponde alla prospettiva di fabbisogno del gas in Italia per aumentare la concorrenzialità sul mercato”. Così il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha definito il progetto. L'opera “va realizzata – ha proseguito De Vincenti – nelle migliori forme per il territorio. Terremo conto dei risultati di questa consultazione pubblica e anche della discussione odierna, nonché di quanto pubblicato sul sito della Regione, dove sono arrivati molti documenti importanti che passeremo alla Commissione di Valutazione impatto ambientale”. Il sottosegretario allo Sviluppo economico ha anche garantito che la scelta presa “sarà la migliore dal punto di vista ambientale e più rispettosa delle esigenze del territorio e della popolazione”. “Non credo – ha precisato De Vincenti - che ci sarà una seconda No Tav, qui i problemi si affrontano nel rispetto delle esigenze del territorio”.

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L’ingegnere Antonio De Giorgi, consulente tecnico del Comitato No Tap, ha più volte parlato della crescente riduzione della domanda di fabbisogno energetico in Europa. Una realtà fortemente in contrasto, quindi, con la realizzazione del gasdotto Tap. Il progetto, sempre secondo De Giorgi, “non porterebbe alcun beneficio economico o ambientale”. Non d’accordo De Vincenti, il quale ha parlato invece di “un aumento della domanda di gas in Europa di circa 190 miliardi di metri cubi l’anno da oggi al 2035”.

Link Lecce, presente all’incontro, ha inoltre sottolineato: “Non siamo più disposti a pagare per le errate strategie energetiche ed industriali che si continuano ad adottare ormai da troppo tempo. Riteniamo – ha dichiarato Silvia Carrozzo, Coordinatrice di Link Lecce - che la strada da percorrere per lo sviluppo di questo territorio debba essere elaborata dal basso, con ampio coinvolgimento delle comunità locali”.

Secondo il Sottosegretario la localizzazione del collettore italiano dell'opera non sarebbe ancora definitiva: “La ratifica dell'accordo internazionale non implica nulla circa la localizzazione e circa le caratteristiche tecniche dell'opera”. Eppure, è bene ricordarlo, le operazioni di indagine geofisica, ambientale e geotermica, disposte dal Ministero delle Infrastrutture in mare al largo di San Foca, sono partite a tutti gli effetti.

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