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Michele Emiliano, in riferimento a quanto detto da Massimo D’Alema in conferenza stampa, dichiara quanto segue:

“Se c'è una persona che si è sempre battuta per la trasparenza e la correttezza dei comportamenti all'interno del Partito Democratico questa sono io. E non smetterò mai di farlo, anche a costo di essere considerato petulante e moralista.

La conferma è arrivata durante la prima fase delle primarie di questo congresso da parte del delegato del Garante del PD nazionale, che ha certificato che a Bari tutte le operazioni di voto si sono svolte nella massima correttezza, ed anzi individuando proprio nella città di Bari un esempio da seguire.

Della mia correttezza è stato testimone lo stesso D'Alema, in occasione di altri appuntamenti elettorali, come per esempio l'anno scorso per Bersani, o come avvenuto alle politiche 2008, quando D'Alema guidava la lista del PD in Puglia.

Anche in quei casi ci furono appelli al voto nei confronti di coloro che, pur svolgendo funzioni amministrative a Bari o in altri comuni, si riconoscevano nel PD. Le stesse persone oggi esprimono liberamente il loro punto di vista in favore tanto di Renzi, quanto di Cuperlo o di Civati.

In particolare è noto a tutti che, tra le personalità del PD che hanno sostenuto la mozione al congresso provinciale di Ubaldo Pagano, tutte a me molto vicine, ci sono per esempio l'assessore Gianni Giannini e l'on. Gero Grassi che sosterranno Cuperlo senza che io abbia minimamente interferito sulla loro decisione, nonostante le intese politiche che ci legano.

Perché questa è la mia concezione del partito, un luogo di libertà dove non si progettano affari e dove si cura esclusivamente l'interesse generale. Noi – prosegue Emiliano - siamo tutti dilettanti della politica, con un nostro lavoro che ci ha consentito di vivere e di acquisire meriti sufficienti per ricoprire importanti cariche pubbliche.

Non è mai accaduto il contrario, che qualcuno di noi abbia strumentalizzato il proprio ruolo nel partito per ottenere incarichi politici o professionali. E lo sa bene D’Alema, che in passato mi ha sostenuto prima come segretario e poi come presidente regionale del partito regionale, senza mai rilevare impedimento alcuno.

Per quanto mi riguarda, nulla di diverso sta accadendo adesso rispetto al passato. L'unica cosa che oggi è cambiata è che, questa volta, D'Alema ed io non sosteniamo gli stessi candidati.

É evidente che mi dispiace che D’Alema non sostenga Matteo Renzi, ma non gliene farò mai una colpa, perché egli ha la libertà di esprimere come meglio crede il suo ruolo di militante del PD. Gli chiedo solo di fare la stessa cosa nei miei confronti e di non adattare alle circostanze il suo sistema di valori.

Trovo sbagliato un simile atteggiamento. Ma a ben pensare, siccome conosco l'intelligenza di D’Alema, non credo che lui metta realmente in discussione la mia prassi politica, temo invece che stia semplicemente tentando di mettere le mani avanti per giustificare un'eventuale sconfitta del suo candidato.

Se cosi fosse vorrei dirgli, se me ne darà l'occasione, che per garantire unità e forza del PD sarà importantissimo anche il ruolo di chi non dovesse prevalere perché, al pari del vincitore, dovrà assumere la stessa responsabilità di fare del Partito Democratico l'energia fondamentale di cambiamento dell'Italia. E questo non potrà mai avvenire se prevarranno discordia, divisione, offesa personale e iniquità dei giudizi.

Auguro dunque anche a D'Alema che l'8 dicembre sia un giorno di festa, di democrazia e di fratellanza tra tutti gli italiani che si riconoscono nel PD.”

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