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Pagano segretario PdBari – Quando lo scrutinio del capoluogo entra nel vivo ed assegna, in un colpo, solo i quindici delegati di Carrassi ad Ubaldo Pagano, il candidato renziano ipoteca la corsa alla segreteria democratica di Terra di Bari, assestandosi poi al 51,2%. È lui a succedere al dalemiano Vito Antonacci, che tiene ampiamente in provincia al 40%, mentre non va oltre la terza posizione l’outsider Adalisa Campanelli, lanciata in extremis dalla coppia Minervini-Lavarra e ferma sotto il 9%. Conquista il bis, invece, Anna Tamborrino, riconfermata al comando del partito cittadino, battendo il giovane competitor, Sabino Nitti.
 
 
A garantire la vittoria al trentaquattrenne, già vice durante il mandato appena concluso e sostenuto dall’asse Emiliano-Decaro, oltre che dai Popolari di Gero Grassi e Michele Monno e AreaDem, è un trend che a Bari gli assicura fino al 60% di preferenze, marcando a Poggiofranco, Japigia, Torre a Mare, San Pasquale e Libertà il divario in una contesa che si era mantenuta, fino ad allora, sul testa a testa. Adelfia, Altamura, Molfetta e Gravina a tributare le maggiori soddisfazioni al candidato appoggiato dall’ex Cgil Loizzo; Terlizzi e Noicattaro, i centri nei quali la bilancia pendeva totalmente a favore del supporter del rottamatore fiorentino. Il tutto nel fuoco incrociato di una giornata al cardiopalma.
 
I congressi si stanno svolgendo con molta regolarità e senza tensioni”, aveva dichiarato Loredana Legrottaglie, la cui commissione regionale di garanzia ha dovuto incassare le dimissioni del presidente Ambruosi - e almeno inizialmente del vice - della commissione provinciale barese, fino all’ultimo favorevoli alla sospensione delle operazione, motivate con anomalie nei circoli di Carrassi e San Paolo. “Ho voluto seguire personalmente tutte le fasi del voto, non potevamo permetterci errori - spiega ad AffariPuglia la presidente fasanese - il risultato in termini di partecipazione è più che soddisfacente e l’obiettivo ora è proprio consolidare questa straordinaria partecipazione”. E ne approfitta per ringraziare “i volontari che hanno permesso il regolare svolgimento del Congresso”. La preoccupazione era montata sin dalle segnalazioni che vedevano eccessiva la discrepanza tra i dibattiti deserti della mattinata e le lunghe file del pomeriggio: “Peccato che interrogato (scherzosamente) un giovane non sapesse nemmeno i nomi dei quattro candidati alla segreteria nazionale”, commentava amara Gilda Binetti di “Rompiamo gli Ormeggi”. Tra i fronti caldi nei quali la forbice partiva larga, anche la stessa Altamura: “Abbiamo tesserati che oggi sono prevalentemente elettori del Pd, la sfida sarà coinvolgerli in una militanza attiva”, ha blindato in serata Loredana Legrottaglie, spegnendo gli ultimi focolai di polemica.
 
 
Assai meno adrenalina a Lecce, la cui elezione cittadina si è svolta a candidato unico e vede il ritorno al timone del lettiano Fabrizio Marra, arrivato in Via Milizia nel 2009 ma dimessosi un anno e mezzo fa dopo la debacle del centrosinistra alle ultime amministrative. Hanno preferito l’endorsement, i renziani, ritirando la candidatura alternativa del 29enne Ambrosino. A chiudere il girone dei congressi provinciali, ora, manca solo la città del Barocco.
 
(a.bucci1@libero.it)
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