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PugliaItalia
Primarie, fuoco di fila su Emiliano. Blasi sconfessa anche Vendola

Bari – Il Governatore lo aveva detto, sospirando amaro: “Speriamo che non interferiscano in maniera  molesta con l’attività di governo”. E invece le primarie continuano a scuotere il centrosinistra, dentro e fuori il Partito Democratico, tanto che anche l’assessore regionale Pentassuglia sbotta a metà Consiglio e in piena discussione sulle variazioni di Bilancio: “Questa competizione sta offuscando l’attenzione dai sacrifici dei pugliesi e non si può non replicare a certe affermazioni”. I distinguo di Michele Emiliano sul “disastro” della Sanità terremotano il partito e irritano i vendoliani. E quel “nonostante un anno di assessorato affidato ad Elena Gentile” serve tutt’altro che ad indorare la pillola.

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“Sconcertante che Michele Emiliano oscilli fra l'adesione al governo Vendola, quando gli serve per blandire - ad esempio Elena Gentile - e il rifiuto totale e distruttivo dell'esperienza di 10 anni”, attacca a testa bassa il coordinatore di Sel, Cataldo, aprendo la breccia e inchiodando l’ex Sindaco di Bari. “Dal 2007 sino ad oggi ha avuto ruolo di guida del Pd regionale e, in secondo luogo, il Pd ha guidato la Sanità in Puglia per complessivi 7 anni su 10”, salgono sulle barricate gli uomini di Nichita il Rosso, a difesa di un’eredità politica che non hanno alcuna intenzione di vedere demolita a picconate da qui alle urne, neppure dal Gladiatore.

Dario Stefàno ne approfitta per una stilettata, mentre dall’opposizione provano a capitalizzare e l’azzurro Marmo disegna una coalizione “sull’orlo di una crisi di nervi”, ma il Segretario dem tace, aspettando che si diradi anche la bufera attorno al braccio destro Giovanni Procacci. Tanto più dal momento che gli strali più duri arrivano proprio dallo stesso recinto del partito e dal suo predecessore in segreteria, Sergio Blasi. “Nel Pd di Emiliano, il partito comitato elettorale del segretario e dei suoi vassalli, il processo è chiaro – attacca Blasi - il calcolo della propaganda ha messo al bando ogni ragionamento politico serio e veritiero su una stagione di cui, tra luci ed ombre, tutti nel centrosinistra dovrebbero andare fieri”. E poi affonda. “Questo è evidente dal modo becero con cui Emiliano affronta il nodo della sanità, pur essendosi posto, scavalcando il partito, come interlocutore di Vendola nella formazione delle giunte. Vederlo oggi prendere le distanze dal governo della Regione suscita un moto di disgusto”. Con la violenza di uno schiaffo il dalemiano di Melpignano ritira fuori le fibrillazioni sulle consultazioni dell’ultimo esecutivo, con i nomi bruciati in extremis, l’operazione centrista con Di Gioia e Cecchino Damone ed il fuoco di fila incrociato che portò il Masaniello Gentile a minacciare le dimissioni.

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Ma anche all’inquilino di Lungomare Nazario Sauro Blasi rinfaccia l’eccesso di personalismo, definendolo l’altra faccia della medaglia di Emiliano e cantando il de-profundis alla primavera che fu: “La loro medaglia è quella della degenerazione di una stagione politica nata benissimo e finita male”, per finire con l’appoggio aperto a Guglielmo Minervini, “che di quella stagione rappresenta il distillato migliore”. E, probabilmente, non erano neppure scossoni di assestamento.

(a.bucci1@libero.it)

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