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Introna2 foto Luciano D'Anelli

Nella giornata della conferenza nazionale No triv di Legambiente a Policoro, la Puglia apre un nuovo fronte No petrolio: non è marittimo, ma terrestre e corre lungo il confine con l’Irpinia, dove un permesso di ricerca di idrocarburi minaccia di diventare operativo in provincia di Avellino. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, legge con apprensione le notizie che arrivano dalla Campania. “Col petrolio non si gioca, né in mare né a terra – dichiara - la Puglia lo ha detto e lo ripeterà fino a quando sarà necessario, tanto più che l’area interessata dal progetto ‘Nusco’, è adiacente al confine regionale e questo rende indispensabile il coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità pugliesi.

Quasi 700 kmq (698,50), questa l’estensione della superficie interessata dalla concessione del Ministero dello Sviluppo Economico alla società italiana Italmin Exploration srl, cui è subentrata la COGEID (Compagnia Generale Idrocarburi). Anche qui come in mare, tecniche geosismiche di ricerca, con getti d’acqua e solventi ad altissima pressione, in un’area già ad elevata sismicità naturale e con un impatto ambientale particolarmente grave soprattutto per l’inquinamento delle falde acquifere. Superfluo ricordare, sottolinea Introna, quanto la Puglia sia dipendente dalla Campania per l’approvvigionamento idrico.

Il presidente ha sollevato il problema del mancato coinvolgimento della Regione e dei Comuni limitrofi del foggiano in una nota inviata ai presidenti campani di Giunta e Consiglio. Anche a nome dell’intera Assemblea regionale pugliese, nel segnalare il black out informativo sul progetto (“incomprensibile considerati i buoni rapporti istituzionali, tradizionalmente  corretti e collaborativi”), Introna rileva le preoccupazioni per l’iniziativa, che minaccia ricadute ambientali e infiltrazioni nella falda acquifera, a danno delle due Regioni.

Petrolio Irpinia

La mancanza di comunicazioni ufficiali sembra ingiustificata, scrive, anche in considerazione della solidarietà sempre dimostrata dalla Puglia, come in occasione delle ripetute crisi che hanno paralizzato la gestione dei rifiuti a Napoli, con le discariche pugliesi che ricevono tonnellate di rifiuti solidi urbani dalla Campania. I colleghi presidenti vorranno convenire che la solidarietà e la vicinanza non possono restare a senso unico e non dubito che vorranno condividere con la Puglia le preoccupazioni legate ad una campagna di ricerche sismiche che avrà un sicuro impatto negativo sull’ambiente ma benefici tutti da verificare per l’economia”.

L’invito di Introna è a considerare la segnalazione come una sollecitazione a stabilire in materia relazioni informative corrette tra gli uffici campani e pugliesi, oltre a dar luogo alle urgenti consultazioni delle “competenti amministrazioni dei comuni del Foggiano che si affacciano sull’area interessato dalle perforazioni”.

trivella petrolio

La Puglia si batte da anni contro il petrolio in Adriatico, una bacino chiuso, sul quale si affacciano 40 milioni di cittadini europei, con tutte le loro attività: pesca, navigazione, industria, agricoltura e turismo d’eccellenza. “Ancora di più ripetiamo la nostra contrarietà ferma, intransigente, allo sfruttamento dello Ionio, una mare molto più piccolo, ancora più minacciato, ancora più esposto. La Puglia non ci sta e dice “NO alle trivelle” insieme a tutte le Amministrazioni, i movimenti, le associazioni, i soggetti politici che vogliono opporsi al ricatto delle multinazionali: “petrolio uguale sviluppo”. Opzione che i nostri governi nazionali si sono mostrati propensi ad accettare, per qualche giorno in più di autonomia energetica.

Quel petrolio di quantità irrisoria e qualità scadente per noi è una scelta carica di incognite, una fonte di dissesti e inquinamento. Non si raschia il barile a danno dei cittadini del Mezzogiorno ionico. La crescita in cui crediamo è ecompatibile, governata da una green economy strategica, che riduca al minimo l’impatto della produzione energetica sul territorio e consenta all’industria, all’occupazione, all’urbanizzazione, di convivere con la qualità e la salute dell’ambiente.

“Continuerò ad essere al fianco di quanti, come a Policoro, continueranno a respingere un’ipoteca inaccettabile sul futuro delle persone. No alle trivellazioni nello Ionio - ha proseguito Introna - nell’Adriatico, in tutto il Mediterraneo. Difendiamo i nostri mari e facciamolo insieme come sempre: Istituzioni, associazioni, cittadini, ragazze e ragazzi”.

“Uscire dal petrolio si può e, soprattutto, si deve, se vogliamo allontanare dai nostri bellissimi mari lo spettro di macchie nere e disastri ambientali, drammaticamente evocati dall’allarme scattato di recente con il pur ridotto sversamento a ridosso del Campo Aquila in Adriatico, con le Tremiti pericolosamente esposte, visto l’orientamento delle correnti marine prevalenti.

(gelormini@affaritaliani.it)

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