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Bari – Nella città della Disfida riuscirà il consigliere regionale del centrodestra a battere il Papa straniero del Pd, venuto dal Quirinale? E come si posizionerà Mimmo Mele, tornato alla carica dopo la bufera politica, questa volta contro il Pdl? Seggi chiusi ed è partita tanto la guerra delle proiezioni quanto la lunga maratona elettorale verso i risultati della tornata. In Puglia primo turno per 43 Comuni e ballottaggio già fissato per i prossimi 9 e 10 giugno. Se necessario, s’intende, aspettando il responso di otto milioni di elettori e con il debutto della doppia preferenza: non è obbligatorio, infatti, ma, nei Comuni al di sopra dei 5mila abitanti, si sono potuti esprimere ben due nomi sulla scheda, a patto che di rispettare l’alternanza di genere, pena l’annullamento della seconda scelta. Peraltro, già in fase di presentazione, le liste hanno dovuto tenere conto del limite dei due terzi di rappresentanti da non superare per ogni sesso. Ma quali sono le teste di serie della Bat e i protagonisti delle altre province?
 
 
L’AFFLUENZA – Anche il dato definitivo fornito dal Ministero conferma la flessione già chiara ieri: 71,93% di votanti e poco più di cinque punti percentuali su scala regionale rispetto al 77,01% dell’ultima tornata. Regge la Bat con il 74,04% rispetto al 76,40% precedente; peggio la provincia di Taranto, nella quale all'appello mancano più di sei punti (75,11% - 81,70%), e sei punti segnano lo scarto anche in quella barese (dal 70,57% allo scorso 76,88%), e nel leccese (73,65% - 79,62%). Quasi tre i punti persi nel brindisino (78,77%), quasi quattro nel foggiano (63,10%).
 
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BARLETTA/ IL PAPA STRANIERO PD CONTRO IL CONSIGLIERE REGIONALE – “Con il giuramento del rieletto presidente della Repubblica, è giunto alla naturale scadenza il compito che mi era stato affidato al Quirinale", aveva rassicurato Pasquale Cascella all’indomani del blitz che aveva riportato Giorgio Napolitano sul Colle. Notista politico all’Unità e poi portavoce del Capo dello Stato, i democratici della città della Disfida si sono affidati al 61enne per uscire dall’empasse dei veti incrociati e provare a riprendersi Palazzo di Città dopo il crollo anticipato dell’Amministrazione Maffei e gli strascichi velenosi tutti interni alla maggioranza. In compenso il fuoco amico non è mancato: “Chi è stato lontano per tanto tempo e non conosce, o conosce per sentito dire, le dinamiche della città non può rappresentare i barlettani”, ha provato ad attaccare l’ex assessore Giuseppe Tupputi, che non a caso ha optato per la corsa in solitaria con la lista “Riscriviamo Barletta” e i centristi dell’Udc; non l’unico nel centrosinistra, se si conta anche il primario del Pronto Soccorso, Cosimo Cannito, sostenuto da socialisti e due civiche. Più che convinto di arrivare al ballottaggio e poter ottenere la fascia tricolore, invece, il competitor di centrodestra Giovanni Alfarano, già consigliere regionale e tra i diciannove che, lo scorso ottobre, siglarono la sfiducia al primo cittadino uscente: “Credo che da martedì Barletta finalmente sarà libera da chi l'ha male amministrata!”, commenta per dare lo sprint ai suoi, ma sarà davvero così? E che cosa accadrebbe se si andasse al ballottaggio con gli apparentamenti? In corsa anche il M5S con Patrizia Corvasce e Michele Rizzi per Alternativa Comunista.
 
ASCESA E POLEMICHE/ Cascella, dal Quirinale la scalata a Palazzo di Città? /"Resto Candidato"
 
bisceglie, porto
 
BISCEGLIE E MARGHERITA DI SAVOIA – Nella Provincia a Tre teste va al voto anche BISCEGLIE, dove la sfiducia anticipata all’uscente Francesco Spina, eletto con la Puglia prima di Tutto ma poi passato, armi e bagagli, con i montiani di Scelta civica, è arrivata dopo sette anni ininterrotti di consiliatura. Il diretto interessato non ha perso tempo, annunciando sin da subito la ricandidatura con il nuovo cartello elettorale a traino Udc-Scelta Civica e con dodici liste collegate. E, a contendergli il titolo, il centrodestra ha schierato Gianni Casella, ex vicesindaco in quota Dc, mentre il centrosinistra tenta di capitalizzare la frattura nella coalizione avversa e punta su Angelantonio Angarano,  sostenuto da Pd, Sel, Verdi e Italia dei Valori. Pronti al test elettorale anche Franco Napoletano, civiche, e Titti Mastropasqua, M5S.
Due anni e mezzo anche quelli che separano MARGHERITA DI SAVOIA dalle ultime amministrative. Il primo cittadino Gabriella Carlucci ha azzerato la Giunta ad inizio di ottobre ed ora sulla griglia di partenza sono addirittura in sette, con due donne a capo delle formazioni maggiori: Antonella Cusmai (Pd, Sel e civiche “Liberi di”, “l’Avocetta” e “Primavera salinara”), Carmen Spera (Pdl), Ruggiero Piccolo (“Margherita Libera”), Dino Ilgrande (“Noi, protagonisti”), Francesco Galante per l’omonima lista, Paolo Marrano (Per il Bene Comune) e Angela Capacchione (Io voglio restare).
 
 
montesano
 
BRINDISI/ A VOLTE RITORNANO, A CAROVIGNO SPUNTA MELE – Non serviranno due turni per affidare la fascia tricolore a San Donaci, che conoscerà il nome del primo cittadino già nella notte di lunedì 27 maggio. Prima volta al ballottaggio, in compenso, per Carovigno, città del neo senatore Vittorio Zizza, per succedere al quale si presentano in cinque: le nove liste a sostegno della candidata del centrodestra Antonia Gentile, non hanno dissuaso dal ritorno in campo Cosimo Mele, ex deputato Udc, travolto nel 2007 dalla bufera mediatico-giudiziaria per una serata sui generis in un hotel della Capitale ed ora candidato sindaco. Il centrosinistra punta unito su Corrado Tarantino, i Comunisti su Antonino Mosaico. Due civiche, invece, per Giancarlo Locorotondo.
 
LECCE/ A MONTESANO CANDIDATO UNICO – Si rinnovano le amministrazioni di Alezio, Giurdignano, Monteroni, Salve, San Donato, San Nicola, Santa Cesarea, Sponzano, Squinzano, Surbo e Vernole. Record a Montesano, con una sola lista presentata, a favore di Silvana Serrano, alla quale non resta che raggiungere il doppio quorum del 50% previsto per lista e votanti in questi casi. 
 
TARANTO – Sette i fronti aperti del tarantino: Pulsano, Leporano, San Marzano, Palagianello, Lizzano e Crispiano. Centro più importante è Manduria, senza più la maggioranza di centrodestra che ne aveva tenute le redini. Otto i candidati alla fascia tricolore: Pd, Sel, Udc, Psi, Comunisti italiani, Federazione della sinistra, Grande Sud e civica a favore di Maria Grazia Cascarano; il centrodestra propone Luigi Morgante. Sei gli outsiders: Massafra (civiche) Matino (Verdi), Mancino (civica), Attanasio (Regione Salento), Sammarco (civica) e Zacchino (M5S).
 
FOGGIA – Nove i comuni al voto in Capitanata, da Bovino a Peschici, compresi Vico e San Nicandro. Nel primo caso non ha retto la maggioranza di Pierino Amicarelli, a meno di sei mesi dall’insediamento: “Contrasti interni ai consiglieri comunali non mi consentono una navigazione tranquilla”, aveva spiegato. Nel secondo, il Sindaco Monte ha lasciato ad un anno e mezzo dall’elezione, condizione non semplice se si aggiunge lo stato di dissesto finanziario dichiarato dal Commissario che ne ha assunto le funzioni.
 
(a.bucci1@libero.it)
 
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