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Terlizzi, muore per mancanza posto letto

di Antonio V. Gelormini

Morire serenamente è l’augurio estremo che si riesce a fare quando la fatalità degli eventi precipita e si sa che non c’è molto di più da fare. A Maria, 69 anni, anche quest’ultimo conforto terreno le è stato negato. Il trapasso è accaduto nel più concitato dei modi: nell’affannoso e alla fine vano tentativo di trovare un posto letto, dove poterla ricoverare, dopo la crisi respiratoria sopraggiunta improvvisamente, a seguito della sua già precaria situazione di salute per una diagnosi da  mieloma multiplo.

E’ successo a Terlizzi (Bari), la città del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dove l’ospedale della città è stato fortemente ridimensionato (come molti altri in Puglia).

Arrivo al pronto soccorso di Terlizzi intorno alle 23,30. Per “grave crisi respiratoria e aritmia cardiaca”, dicono i medici, c’è da ricoverarla in rianimazione.  La più vicina è al Policlinico di Bari, ma lì sono in corso lavori e per un trasferimento di reparti i ricoveri sono bloccati.

Chiamano dappertutto, è lo sconcerto affiora nel constatare che si usa l’elenco telefonico: Non una rubrica con i numeri di emergenza, tanto meno un terminale informatico, per capire se ci sono posti letto o no.

I minuti e poi le ore passano e la signora sta sempre peggio. Dopo l’ennesimo “ci dispiace”, arriva il sì dell’ospedale San Carlo a Potenza. Oltre due ore di auto, su una strada sconnessa e piena di curve. Intubata ed esanime la signora arriva alle sei. “C’è stato un arresto cardiaco, superato a fatica, ma alle 9 Maria muore”.

Un labbro rotto dal dolore, quale testimonianza muta di morte prolungata, dolorosa e feroce: a causa di polmoni che non ossigenano più e del cuore che non funziona bene. Un calvario che finisce sul Golgota di Potenza, ma che urla il dolore di una manifesta “impotenza”: quella dei cittadini arrabbiati, ma non rassegnati, costretti a confrontarsi con inefficienze e obsolescenze non più tollerabili all’inizio del terzo millennio in un Paese annoverato tra i primi otto al mondo.

(gelormini@affaritaliani.it