
“Mi è capitato spesso di essere chiamato “sbirro” nella mia vita di magistrato – scrive Emiliano – e so bene che si tratta della peggiore offesa che un mafioso può fare al suo avversario. E don Luigi Ciotti è uno dei pochissimi veri avversari “politici” delle mafie italiane, avendo organizzato la più vasta rete di antimafia sociale del mondo, coinvolgendo migliaia di associazioni e di comuni italiani, continuando a ricordare adeguatamente non solo i nomi e le storie delle vittime, ma anche i nomi e le malefatte dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori. Libera e don Ciotti negli ultimi 25 anni hanno suggerito e stimolato continue e puntuali modifiche legislative che hanno reso sempre più efficace il contrasto di questi fenomeni”.

“Ma don Luigi – continua Emiliano – è anche rimasto l’unico soggetto diverso dalle forze dell’ordine e dalla magistratura a parlare con credibilità e coerenza di lotta alla mafia. Ecco perché sono vicino ed immedesimato con don Luigi Ciotti che evidentemente è rimasto troppo solo in questo paese nel silenzio assordante della politica che ha pudore di occuparsi della criminalità organizzata considerandolo argomento incompatibile con la cultura del nulla che sembra essersi impadronita delle forze politiche”.

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