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“Penso di aver fatto, nel modo forse meno felice per come si è sviluppata questa vicenda, il miglior governo possibile, nelle condizioni date in questa regione, per rispondere ai problemi di questa terra. Soprattutto spero che questo sia davvero il miglior governo, nelle cose che sarà in grado di fare”.

Lo ha detto questo pomeriggio il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola parlando con i giornalisti al termine dell’insediamento della nuova giunta regionale.

“La riunione di oggi è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione – ha detto Vendola -

e per ragionare su quale debba essere la marcia con cui questa amministrazione riprende il suo cammino con l’obiettivo di completare la legislatura fino al 2015. Abbiamo avuto una prima messa a punto di quella che deve essere una straordinaria esperienza di rilancio e non un governo di sopravvivenza”.

Molteplici per Vendola gli obiettivi, primo fra tutti “dare un impulso straordinario all’insieme delle attività che sono in corso e che riguardano l’opera di modernizzazione della nostra regione, il completamento delle infrastrutture, l’apertura dei cantieri, la partenza della seconda fase della riforma del nostro sistema socio sanitario”.

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“Ma occorre soprattutto – ha sottolineato Vendola – che questo governo consolidi quel dato che avete visto ieri sul Sole24ore (L’indice di disagio socioeconomico che vede la Puglia vicino alla media nazionale insieme con Lazio, Toscana e Abruzzo e davanti a tante regioni non solo del Sud ndr) frutto di 8 anni di fatica, di impegno, di sudore per tirare fuori la Puglia dal precipizio nel quale è finito quasi tutto il mezzogiorno d’Italia. La Puglia fa la differenza nel sud, tutti gli indicatori macroeconomici confermano questa realtà ma per noi questo è soltanto un promemoria per capire quanto possiamo fare. Non è l’agenda dell’autoconsolazione ma avere la consapevolezza che si può fare molto e che noi dobbiamo fare ancora di più”.

Vendola si è poi soffermato sulle condizioni per restare al timone della Puglia per i prossimi due anni, “condizioni – ha detto - che sono legate esattamente al far corrispondere una esperienza di governo all’attesa che c’è in Puglia, e cioè a fare di questo governo un esecutivo che combatta giorno e notte contro la povertà e che possa sentire fino in fondo il dolore degli 800mila nuovi poveri pugliesi”.

Per fare questo occorre “avere una squadra di governo coesa, entusiasta e capace di esprimere questo protagonismo forte. Significa  - ha aggiunto Vendola - avere una maggioranza, speriamo larga che senta sempre di essere al servizio della comunità pugliese. Senza queste condizioni non ci sarà ne il governo né il Presidente Vendola. Sono le condizioni della buona politica quelle che io mi sento di chiedere a tutti. Potersi concentare di più sulla funzionalità di un esecutivo e quindi sulle funzioni che devono essere reclutate per mettere in piedi un gabinetto di combattimento è stata l’unica bussola che io ho avuto”.

Per quanto riguarda i partiti Vendola ha sottolineato la sua volontà “di rispettarne fino in fondo la sensibilità e il ruolo senza mai però rinunciare alle mie prerogative”.

“L’esercizio delle  mie prerogative - ha aggiunto - è un vantaggio per i partiti. Se solo si capisse questo punto credo che eviteremmo molte battaglie in un bicchiere d’acqua. Soprattutto quando è particolarmente complicata la geografia dei partiti”.

Vendola infine si è soffermato su che cosa significhi fare un rimpasto.

“Fare un rimpasto è una cosa molto complessa da un punto di vista politico ed è terribile dal punto di vista delle relazioni personali – ha detto il Presidente – se c’è un potere di cui avrei fatto volentieri a meno è il potere di interferire nella vita degli altri sia quando tolgo dalla sua quiete domestica una persona sia quando valuto che si sia concluso un mandato di un singolo assessore. Io a chiunque abbia potuto ferire in questa vicenda – ha concluso Vendola - mi sento di chiedere scusa, non volevo ferire nessuno. Penso, tra gli altri, a Fabiano Amati con il quale ho avuto anche sentimenti di amicizia. Ma questo appartiene esattamente alla natura di un rimpasto”.

 

In precedenza, una dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a proposito dei retroscena:

“Una serie di ricostruzioni giornalistiche accreditano la tesi secondo la quale avrei deciso di individuare alcuni tra i nuovi componenti della Giunta regionale (Decaro, Stanisci e Giannini) in accordo con il sindaco di Bari Michele Emiliano. Si tratta di ricostruzioni assolutamente fantasiose. Intendo rivendicare, in maniera netta, la mia esclusiva responsabilità in tali scelte".

"In particolare, con riferimento alle nomine di Stanisci e Decaro, ho informato contempoaraneamente il Presidente Emiliano e il segretario del Pd Blasi nel corso del colloquio che si è svolto in Presidenza la sera del martedì 12 marzo alla presenza del capogruppo del Pd Decaro che avevo invece contattato il sabato precedente. Per quanto riguarda invece la nomina dell’assessore Giannini, dopo aver sentito direttamente lo stesso, ho avvertito doverosamente il Sindaco di Bari della mia intenzione di avvalermi, nella Giunta regionale, di un componente della giunta della città di Bari".

"E’ mia intenzione essere assolutamente chiaro e trasparente sia nelle procedure seguite che nei contenuti discussi. Intendo ancora una volta ribadire il mio spirito di servizio verso la comunità pugliese che continuerò a governare coniugando, come ho sempre fatto, la pienezza dell’esercizio delle funzioni istituzionali con la massima trasparenza”.

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