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Visco-Squinzi: 'Rinnovare e investire' Giannini: 'Competere e cooperare'

di Antonio V. Gelormini

La richiesta di cambiamento deve essere larga e trasversale, avverte il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nella cornice suggestiva del Teatro Petruzzelli  di Bari, davanti alla Confindustria riunita, per il convegno del suo Centro Studi: "Il Capitale Sociale. La forza del Paese".

Un'analisi-monito che chiama in causa, seppure indirettamente, anche le banche e il problema del credito alle imprese: "La sfida per le imprese è di realizzare il salto di qualità di prodotto e di processo, che le porti a essere più grandi, più tecnologiche, più internazionalizzate così da agire quali incubatrici di una delle più rilevanti dimensioni di capitale umano: la capacità di innovare. Il rafforzamento del capitale delle imprese può facilitare una più intensa attività innovativa".

Per poi proseguire: "Siamo tutti responsabili, chi per non avere agito, chi per avere agito male. Su agenzie, giornali e blog è stato riportato con grande clamore un allarme che avrei ieri lanciato. Ma bastava ascoltare quanto ho detto: mi sono limitato a ripetere concetti espressi da me e dai miei collaboratori a lungo e da lungo tempo".

Squinzi Bari
 

Una sfida che il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, raccoglie subito dopo: "C’è tra noi imprenditori la percezione netta e diffusa della necessità di avviare un cambiamento profondo nella società. Ogni giorno misuriamo i costi altissimi di un immobilismo di maniera, durato troppo a lungo», dice. «I tempi che viviamo richiedono un grande impegno comune. Siamo in una fase istituzionale e politica delicata ed è forte la speranza che la politica faccia finalmente sbocciare forte e rigoglioso il cambiamento".

"Noi - prosegue Squinzi - crediamo nella politica, intesa nel suo senso più nobile. Per noi non è professione, pur sapendo quanta competenza, capacità e dedizione ci vuole per chi esercita responsabilità di governo a ogni livello. Per noi la politica è partecipazione, passione per il bene comune, non ritualità o routine. È speranza e costruzione del futuro. La crisi di questi anni ha mostrato tutte le inadeguatezze di un modello incapace di cogliere e di interpretare i bisogni reali della società. Noi imprenditori vogliamo partecipare a una politica che innovi non la forma o le formule, ma la sostanza e la credibilità delle istituzioni".

"Abbiamo bisogno subito della possibilitá di aprire i cantieri. Abbiamo bisogno subito di un piano straordinario per il lavoro". ha commentato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo aver portato il saluto istituzionale all'apertura dei lavori della seconda giornata, a margine del convegno. "Credo che il lavoro sia il grande tema al centro di questa riflessione e noi abbiamo Il diritto di vedere le carte di un piano straordinario per il lavoro che si può costruire solo se si mette a tema il riassetto idrogeologico del paese, il lavoro di cura del territorio, territorio significa coste, fiumi, montagne. Questo significa combattere contro una idea inerziale per cui noi investiamo sulle emergenze e non sulla prevenzione".

vendola7
 

"Possono partire subito centinaia di migliaia di cantieri che darebbero respiro ad un mondo che sta in apnea - ha aggiunto Vendola - quale é il mondo della domanda di lavoro, se solo si liberassero dai vincoli del patto di stabilitá tutte le spese per gli investimenti. Noi su questo abbiamo bisogno di risposte precise dal governo. I dati sulla ripresa economica sono dati di carta non riguardano la vita reale. Nella vita reale, in milioni di famiglie italiane, continuano a consumarsi ogni giorno le tragedie della precarietá, della disoccupazione, della paura del futuro".

“Non sono un leghista del Sud – ha detto Vendola – e ne sono orgoglioso. Appartengo ad un Sud con ambizioni nazionali, sono per un Sud che vuole accettare le sfide della modernità, con la consapevolezza che non abbiamo nessuna possibilità di vincere le grandi sfide con l’economia del bricolage. Con un po' di turismo e di artigianato, di pizzica e di orecchiette, non si aprono le porte del futuro e non si vincono le sfide”.

Per Vendola occorre “riprendere le progettazioni per rompere l’isolamento della Puglia, come ad esempio il progetto del treno veloce Bari-Napoli e il progetto del raddoppio del binario tra Termoli e Lesina. Una nazione è prima di tutto la sua ferrovia. E per noi queste sono battaglie fondamentali”.

Sull'accordo siglato a Bari tra il gruppo Finmeccanica e Confindustria e i ministeri del Lavoro e dell'Istruzione sul fronte delle azioni per promuovere l'occupazione giovanile, Vendola ha detto infine che si tratta "di un raggio di sole nell'acqua gelida" e che "naturalmente non ripara i danni fatti negli scorsi anni".

Confind Petruzzelli
 

"Vorrei ricordare - ha detto Vendola - che sono stati tagliati dal governo Berlusconi 8 miliardi di euro alla scuola pubblica e un miliardo di euro all'universitá e che gli apparati della formazione in Italia sono in uno stato di agonia. C'é bisogno di far vivere il diritto allo studio come diritto fondamentale di cittadinanza e come principale contributo alla crescita economica. Per fare crescere l'industria - ha concluso Vendola - c'è bisogno di investire in cultura, di investire in talento e in educazione".

Molto atteso l'intervento della ministra all’Istruzione, Stefania Giannini, che ha subito esordito con respiro europeo: "Cosa significherebbe oggi, sul ciglio di un baratro economico e di una potenziale crisi politica, recuperare un universalismo europeo?"

L’intenzione del MIUR, secondo la titolare del dicastero, è quella di trovare una via mediana tra due tendenze in atto a livello di università e di scuola: da una parte i sistemi che guidano la ricerca internazionale, facendo riferimento ad un “principio di esclusività” (mondo aglosassone e istituzioni statunitensi); dall’altra i sistemi educativi che espletano il compito dell’inclusione sociale e fanno proprio il principio dell’integrazione, dell’accesso a tutti e dell’università di massa. ”Entrambi i modelli sono indispensabili per lo sviluppo di una civiltà mobile – ha affermato la ministra – I paesi che hanno privilegiato uno dei due modelli bruciano il loro futuro”.

Giannini Stefania
 

Nell'individuare in due concetti-azione: ”competizione” e “cooperazione”, le chiave per descrivere la sua idea di università e di istruzione, Gannini ha voluto sottolineare che: “Il finanziamento della scuola e dell’università è una priorità di questo governo e questa priorità va portata in Europa”.

Per poi passare all’elencazione dei quattro obiettivi che il suo Ministero si pone. Il primo corrisponde con il “generare, trasmettere conoscenza e competenze multidisciplinari” nell’autonomia di ogni istituzione formativa; il secondo coincide con il “favorire la mobilità europea e internazionale”, con l’eventuale introduzione di un progetto ”Erasmus for all” che incentivi la partenza degli studenti italiani per periodi studio in Europa; il terzo punto è relativo a “valorizzare talento ed impegno di studenti e ricercatori” con processi di valutazione e di autovalutazione – due concetti “di non ritorno - e infine al quarto punto i temi della professionalizzazione e della reciprocità”.

Anche Stafania Giannini si è soffermata sull’annuncio della prima applicazione del piano giovani che vedrà partecipare a un progetto di assunzione il MIUR, il Ministero del Lavoro e Confindustria. In base al piano, 5.000 laureati troveranno posto in Finmeccanica. A tal proposito, Alessandro Pansa - Amministratore Delegato della società - ha precisato: “C’è un interesse generale da tutelare, ma c’è anche un interesse aziendale da perseguire”, affermando che Finmeccanica intende assumere nel suo organico personale altamente qualificato, con 2000 unità che andranno direttamente in Finmeccanica e 3000 persone che saranno messe a lavorare nella filiera.

vinci confindustria bari bat
 

In precedenza il presidente di Confindustria Bari e Bat, Michele Vinci - padrone di casa nell'accoglienza del Convegno del Centro Studi di Confindustria - nella sua relazione introduttiva aveva  puntato il discorso sulla risorsa giovani: "La riforma dei contratti a termine e dell'apprendistato darà ai giovani qualche occasione in più di entrare nel mondo del lavoro. Vorrei rivolgere loro un messaggio di fiducia. Il migliore antidoto alla precarietà è l'innovazione e l'elevazione delle competenze. Le aziende innovative, quelle che hanno investito in tecnologie avanzate, che hanno elevato il contenuto tecnologico sia dei processi, sia dei prodotti, non hanno interesse a licenziare una persona qualificata, che è entrata in azienda e che è stata formata per 1 anno ed anche più. Sarebbe un notevole danno per l’impresa, che perderebbe l’investimento fatto, dovrebbe ricominciare daccapo a formare un altro lavoratore e vedrebbe portar via altrove, magari in aziende concorrenti, il proprio know-how. Elevare conoscenza e competenza è la chiave per la crescita e l'occupazione del paese".

Una relazione che ha poi allargato la riflessione analitica al comprensorio territoriale di riferimento: "Se è vero che la qualità del capitale umano incide sulla crescita delle aziende e del Paese, in Puglia si evidenziano alcune criticità: in termini quantitativi, il capitale umano high skill è sotto la media nazionale, e in termini qualitativi, il capitale umano specializzato in scienza e tecnologia è al di sotto della media nazionale - ha aggiunto il presidente Vinci - ma va riconosciuto che abbiamo fatto passi avanti. Guardiamo ad esempio ai risultati dei test OCSE Pisa, relativi alle conoscenze matematiche degli studenti pugliesi. Dal 2006 al 2012 la Puglia ha avuto una performance eccezionale con 44 punti in più ormai ha superato il Lazio. Non è cosa di poco conto. Gli esperti ci dicono che avanzamenti di questo tipo hanno nel tempo un influsso molto positivo sul PIL. Io sono fiducioso che la Puglia e l'Italia ce la possano fare. Ce lo dimostrano - anche qui a Bari - quelle imprese e quei settori che hanno guadagnato competitività sui mercati esteri e acquisito tecnologie di avanguardia, conservando alta la posizione della manifattura italiana in Europa e nel mondo".

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

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