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Acque cotte, un’estate a tinte gialle: perché il mare del Lazio cambia colore?

Dalle spiagge di Torvaianica fino alla provincia di Latina, le chiazze comparse in acqua hanno fatto temere il peggio, ma i controlli escludono, almeno per il momento, una contaminazione di origine fognaria

Acque cotte, un’estate a tinte gialle: perché il mare del Lazio cambia colore?

Le acque del litorale laziale tornano ancora una volta al centro dell’attenzione nel pieno della stagione balneare. Dopo il monitoraggio di Goletta Verde, che nei giorni scorsi aveva evidenziato alcune criticità ambientali lungo la costa regionale, nelle ultime ore a preoccupare è stata infatti la comparsa in mare di estese macchie giallo-marroni tra Torvaianica, Ardea, Anzio, Nettuno e diversi tratti della provincia di Latina. Un fenomeno che ha inevitabilmente allarmato i residenti e ha fatto pensare ad una possibile contaminazione, ma al quale ARPA Lazio, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della regione, sembra aver trovato una spiegazione rassicurante.

Le analisi rassicurano, ma il monitoraggio continua

Le verifiche sono scattate dopo le numerose segnalazioni dei cittadini e la richiesta di approfondimento avanzata dal sindaco di Pomezia, Veronica Felici, in seguito alla comparsa delle chiazze davanti al lungomare di Torvaianica. I tecnici dell’Agenzia hanno effettuato dei rilevamenti e gli esiti delle analisi sembrano piuttosto incoraggianti. Un inquinamento di origine fognaria è stato escluso e i valori di Escherichia coli ed enterococchi intestinali sono risultati entro i limiti fissati dalla normativa. Qual è, dunque, la causa? Ebbene, la risposta alle domande degli studiosi e dei bagnanti potrebbe essere ben più semplice di quel che si pensa.

Acque cotte, un’estate a tinte gialle: perché il mare del Lazio cambia colore?
Tra riflessi dorati e chiazze giallastre, il mare cambia volto, ma dietro alle sfumature potrebbe nascondersi un fenomeno naturale che torna a farsi vedere nelle estati più calde

Chi frequenta abitualmente quelle spiagge dovrebbe già conoscere un tale fenomeno, soprattutto perché nel corso degli anni si è ripresentato in più di un’occasione. Si tratta delle cosiddette “acque cotte”, che possono presentare sfumature verdastre, giallastre o marroni, spesso con l’affiorare di alghe e materiale organico in superficie. Alla base ci sono condizioni ben precise, come le temperature elevate dell’ultimo periodo, un mare prevalentemente calmo, scarsa ventilazione e correnti deboli. In questo contesto le microalghe trovano un habitat favorevole alla proliferazione, modificando temporaneamente l’aspetto dell’ambiente circostante, benché si sviluppino anche grazie alla presenza di nutrienti come azoto e fosforo, i quali non rappresentano, di per sé, la prova di uno scarico illecito o di un’emergenza sanitaria e che vengono trasportati a valle dai fiumi e dai canali.

Pertanto, la presenza di una colorazione insolita non significa automaticamente che il mare sia pericoloso. Anzi, con il perdurare del caldo non è escluso che possa ripresentarsi anche nei prossimi giorni in altri tratti della costa. Per questo ARPA Lazio continuerà a monitorare la situazione, seguendone l’evoluzione e confermandone (o meno) l’origine naturale.