Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Agguato al pullman dei tifosi del Pistoia, i nuovi sviluppi giudiziari

Agguato al pullman dei tifosi del Pistoia, i nuovi sviluppi giudiziari

Il legale di Kevin Pellecchia contesta che sia stato il suo assistito ad aver lanciato il sasso che ha ucciso l’autista Marianella, mentre il Gip concede i domiciliari e l’inchiesta sugli otto ultrà resta aperta

Agguato al pullman dei tifosi del Pistoia, i nuovi sviluppi giudiziari
Raffaele Marianella

Il caso dell’agguato al bus dei tifosi del Pistoia, avvenuto il 19 ottobre 2025 lungo la statale nei pressi di Rieti, torna al centro dell’attenzione giudiziaria. In quell’occasione una pietra scagliata dalla strada colpì mortalmente Raffaele Marianella, uno degli autisti del pullman. L’inchiesta ha portato all’arresto di diversi ultrà della Sebastiani basket Rieti, tra cui il 21enne Kevin Pellecchia, ora al centro di una svolta significativa: il Gip ha disposto per lui i domiciliari con braccialetto elettronico, ritenendo non sussistenti gli elementi per mantenerlo in carcere.

L’avvocato di Pellecchia: non esiste la certezza che sia stato lui

Secondo il legale di Pellecchia, l’avvocato Andrea Vella, non esiste alcuna certezza che sia stato proprio il suo assistito a lanciare il sasso che ha ucciso Marianella. Gli atti, sostiene il difensore, non contengono un accertamento definitivo sulla provenienza della pietra fatale. Pellecchia era stato fermato il giorno dopo l’agguato insieme ad altri due ultrà, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini, tuttora detenuti.

Il Gip, nel disporre l’arresto iniziale, aveva sottolineato la compatibilità tra il sasso rinvenuto all’interno del pullman — descritto come “quello a punta” — e quello che Pellecchia avrebbe indicato in un’intercettazione ambientale negli uffici della Mobile, dicendo: “Era quello più appuntito”. Una frase che aveva pesato nella valutazione cautelare. Tuttavia, il giudice ha ora ritenuto che la posizione del giovane non sia diversa da quella degli altri sette indagati e che non vi siano elementi sufficienti per mantenerlo in carcere.

Altri quattro ultrà ai domiciliari

Pellecchia, precisa il suo legale, non ha mai ammesso né escluso che il sasso da lui scagliato fosse quello che ha colpito Marianella. Una zona grigia che, allo stato, impedisce di attribuire con certezza la responsabilità materiale del lancio mortale. Intanto, altri quattro ultrà coinvolti nell’inchiesta hanno ottenuto la stessa misura dei domiciliari dal Tribunale del Riesame.

La vicenda resta complessa: l’agguato fu un’azione organizzata, con un gruppo di tifosi reatini che attese il pullman del Pistoia per colpirlo con pietre e oggetti contundenti. La morte di Marianella trasformò un episodio di violenza da stadio in un caso giudiziario di enorme rilevanza, con otto indagati e un quadro probatorio ancora in evoluzione.