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Alemanno e lo sconto negato: sei giorni che valgono una Cassazione. Lui dichiara: “E’ una persecuzione”

Il Ministero della Giustizia ha impugnato in Cassazione la riduzione di sei giorni della pena concessa a Gianni Alemanno per le condizioni di detenzione a Rebibbia. L’ex sindaco denuncia un accanimento sproporzionato e chiede un incontro con il ministro Nordio.

Alemanno e lo sconto negato: sei giorni che valgono una Cassazione. Lui dichiara: “E’ una persecuzione”

L’ex sindaco di Roma attacca via Arenula dopo il ricorso in Cassazione contro lo sconto ottenuto per le condizioni di detenzione a Rebibbia. «Un accanimento sproporzionato».

Sei giorni. Poco più di una settimana lavorativa, meno di una vacanza breve, ma abbastanza per aprire un nuovo fronte giudiziario tra Gianni Alemanno e il Ministero della Giustizia. L’ex sindaco di Roma ha ricevuto dai carabinieri la notifica del ricorso in Cassazione presentato contro la decisione con cui il Tribunale di Sorveglianza gli aveva riconosciuto una riduzione della pena, motivata dalle condizioni di detenzione giudicate non conformi agli standard previsti.

Una battaglia giudiziaria sulla mini-riduzione

Il provvedimento riguarda il periodo trascorso da Alemanno nel carcere romano di Rebibbia. La riduzione era stata già contestata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma l’opposizione era stata respinta dal Tribunale di Sorveglianza lo scorso 10 giugno.

Ora il contenzioso approda davanti alla Suprema Corte. Una scelta che Alemanno considera incomprensibile, soprattutto per la distanza tra la macchina amministrativa messa in moto e il risultato concreto: riportarlo eventualmente in carcere per appena sei giorni.

«È una persecuzione», sostiene l’ex ministro, denunciando quello che definisce un accanimento personale e politico. Nel mirino anche i costi dell’iniziativa e, più in generale, la scarsa attenzione del Ministero verso il sovraffollamento e le condizioni degli istituti penitenziari.

La richiesta di un incontro con Nordio

Alemanno collega il ricorso alla battaglia avviata dopo l’esperienza carceraria per chiedere strutture meno degradate e maggiormente orientate al reinserimento dei detenuti. Si domanda se le sue denunce abbiano provocato irritazione e se si voglia lanciare un segnale esemplare a chi, anche da destra, ha sollevato il tema dell’emergenza penitenziaria.

Per questo ha rinnovato la richiesta di un incontro con il ministro Carlo Nordio, al quale intende rappresentare direttamente la situazione delle carceri italiane. Sul piano giudiziario, invece, Alemanno si dice convinto che la Cassazione respingerà il ricorso. La parola finale spetterà ai giudici. Intanto, per sei giorni, si muovono carte, uffici e toghe.