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Mafia Capitale/ “Alemanno in Argentina con le valigie piene di soldi”

Mafia Capitale/ “Alemanno in Argentina con le valigie piene di soldi”
alemanno
“Alemanno ha fatto quattro viaggi, lui e il figlio, con le valigie piene di soldi in Argentina”. Sono le conversazioni della banda sull’ex sindaco di Roma, intercettate dai Ros. “In aeroporto passava dal varco riservato”. Lui si difende: “Millanterie e falsità, lì solo per una vacanza”

“Alemanno ha fatto quattro viaggi, lui e il figlio, con le valigie piene di soldi in Argentina. Ma te sembra normale che un sindaco…”. È il 31 gennaio 2014 e Luca Odevaine, ex vice capo gabinetto di Veltroni e fino a martedì scorso, giorno dell’arresto, componente del coordinamento per i rifugiati del Viminale, parla con Mario Schina e Sandro Coltellacci, ex responsabile del Decoro urbano del Comune di Roma e dirigente di una cooperativa il secondo. Tutti e tre sono indagati nell’inchiesta della procura di Roma su Mafia Capitale.

La conversazione, riportata dal Corriere.it è la seguente:

Odevaine: “Abita in questo palazzo, che figlio di m… ha litigato con Alemanno… per soldi se so’ scannati… ma sai che Alemanno si è portato via, ha fatto quattro viaggi lui e il figlio con le valige piene de’ soldi in Argentina, se so’ portati con le valige piene de contanti, ma te sembra normale che un sindaco… me l’ha detto questi de Polaria”.

Schina: “E nessuno lo ha controllato?”.

Odevaine: “No è passato al varco riservato… poi ad un certo punto deve essere successo qualche casino, ad Alemanno gli hanno fatto uno strano furto a casa”.

Schina: “Cercavano qualche pezzo de carta”.

Odevaine: “Credo hanno litigato perché Alemanno ha pensato che ce li ha mandati questo”.

Coltellacci: “Io pensavo che i soldi se li portava via tutti lui… sembrava che il sindaco non toccasse… invece ‘a toccati… però che il sindaco… due e tre… Panzironi dieci, penso che gli equilibri erano quelli”.

Odevaine: “A un certo punto deve essere successo un casino, perché ad un certo punto ad Alemanno gli hanno fatto un furto a casa… Cercavano qualche pezzo de carta…. credo che hanno litigato perché lui ha pensato che ce li ha mandati questo”.

I Ros hanno approntato delle verifiche ma senza giungere per ora ad alcun riscontro, nessuno dei residenti di quel palazzo risulta avere mai avuto rapporti di alcun tipo con l’ex sindaco. Ma le indagini su questo episodio sarebbero ancora in corso.

Alemanno smentisce categoricamente: “Si tratta di una millanteria totalmente infondata. Non ho portato mai soldi all’estero, tantomeno in Argentina. Io sono l’unico sindaco di Roma che al termine del suo mandato è più povero di quando ha cominciato, perché ho dovuto vendere una casa e aprire un mutuo per pagare i debiti della campagna elettorale”. In Argentina sostiene di esserci stato solo una volta: “Ci sono andato per pochi giorni con la mia famiglia e un folto gruppo di amici a Capodanno 2011-2012 per andare a vedere i ghiacciai della Patagonia. Ci sono amici che possono confermare”.Sul furto l’ex primo cittadino di Roma sostiene: “È avvenuto ad ottobre 2013 e basta aprire Google per constatare che è stato ampiamente pubblicizzato” anche se, stando agli accertamenti del Ros, “non ci sono riscontri sulle banche dati, in quanto non risultano essere state sporte denunce né da Giovanni Alemanno, né dalla moglie”.