Ranucci, nel mirino della Rai i rapporti con Lavitola e i post sui social
Una nuova lettera di contestazione è stata inviata dalla Rai a Sigfrido Ranucci. Secondo quanto riferito da fonti ufficiose dell’azienda, si tratterebbe di un atto dovuto e collegato agli accertamenti condotti lo scorso luglio dal Comitato etico, che aveva già segnalato presunte violazioni di alcune norme interne. Al centro della contestazione ci sarebbero diversi episodi. Tra questi, l’accesso in Rai consentito ad alcune persone, tra cui Valter Lavitola e Maria Rosaria Boccia, e l’invio allo stesso Lavitola di circolari interne dell’azienda accompagnate, secondo quanto riportato, da giudizi critici sulla Rai.
Nel quadro degli elementi esaminati dal Comitato etico sarebbero finite anche alcune dichiarazioni relative alla presunta presenza in Rai di ambienti riconducibili alla mafia o alla massoneria. Si tratta, va precisato, di rilievi e contestazioni aziendali sui quali Ranucci è chiamato a fornire i propri chiarimenti. A questi elementi se ne sarebbero aggiunti altri più recenti, legati ai commenti pubblicati sui social dal conduttore in merito ai giornalisti indicati dalla Rai per la conduzione di Report. Anche questi comportamenti, secondo le fonti citate, sarebbero stati ritenuti incompatibili con le norme etiche interne dell’azienda.
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Cinque giorni per rispondere
La contestazione non costituisce, di per sé, una sanzione. Ranucci avrebbe cinque giorni di tempo per fornire le proprie spiegazioni. Soltanto successivamente, qualora i chiarimenti venissero ritenuti non sufficienti, potrebbe essere avviato un procedimento disciplinare. Si tratta di un percorso distinto da quello che ha portato alla decisione di affidare ad altri la conduzione di Report. In quel caso, la Rai aveva motivato la scelta richiamando “ragioni editoriali”.
La vicenda torna intanto al centro del confronto interno all’azienda. Il prossimo Consiglio di amministrazione si annuncia particolarmente delicato: i consiglieri espressione delle opposizioni intendono chiedere chiarimenti sulla gestione dell’intera vicenda Ranucci e sulle decisioni assunte dalla Rai. Sul tavolo del Cda ci sarà anche il futuro di Roberto Sergio, destinato a lasciare la Rai ma, secondo quanto riferito, orientato a mantenere la direzione generale della televisione di San Marino. Una soluzione che non troverebbe il consenso unanime all’interno del Consiglio. Tra i contrari alla scelta ci sarebbe anche il presidente facente funzioni Antonio Marano.
Parallelamente, l’azienda continua a seguire con attenzione anche il fronte giudiziario che riguarda Ranucci. In Rai, secondo le informazioni riportate, non viene esclusa l’eventualità di una costituzione di parte civile nel procedimento, qualora ne ricorressero i presupposti.


