Generalmente ad occuparsi del funerale sono gli eredi e anche Califano ne aveva: la figlia, Silvia, rimasta però sempre fuori dai riflettori soprattutto a causa dei rapporti discontinui con il padre. Proprio nei giorni delle esequie lei aveva ricordato le assenze di quell’uomo che la lasciò, appena nata.
Affaritaliani.it ha chiarito la vicenda della successione con gli avvocati Angelo Scarpa, legale di Silvia Califano, e Marco Mastracci che del cantautore era anche molto amico. I tempi sono quelli tecnici: la figlia non ha infatti ancora accettato l’eredità, ma bensì chiesto un inventario di quella che era la situazione creditizia del “Califfo”. Negli ultimi anni, attanagliato dai debiti ed impossibilitato ad esibirsi, aveva infatti paventato la possibilità di richiedere un vitalizio allo Stato come previsto dalla legge Bacchelli: una istanza che poi Franco non presentò mai, accettando di vivere con i 20mila euro l’anno proventi dei diritti d’autore.
A seguire l’organizzazione delle esequie è stato l’avvocato Marco Mastracci, legale di Califano da 20 anni, che insieme ad un gruppo di amici del cantautore assicura: “Se Silvia non accetterà di pagare le spese, ci penseremo noi, con una colletta, ad onorare la memoria di Franco”. Non avendo ancora accettato l’eredità, infatti sulla figlia non pende nessun diritto, né dovere di sostenere i costi del funerale che il 2 aprile scorso aveva riempito la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo.
Agli amici restano così le noie, alle quali si aggiunge anche un altro problema: la tomba. Che ancora non c’è.

