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Banda della microcar, tradita da un serpente rosso. La confessione choc: «Gli ho tolto la mano dal manubrio».

sei aggressioni confessate, due adolescenti indagati e un attore ancora in gravi condizioni. Una notte presentata come uno scherzo che rischia di trasformarsi in una tragedia giudiziaria e umana. Perché il divertimento, quando manda qualcuno in terapia intensiva, ha decisamente cambiato nome.

Banda della microcar, tradita da un serpente rosso. La confessione choc: «Gli ho tolto la mano dal manubrio».

Arriva l’ammissione per le sei aggressioni tra Monteverde e Testaccio. Una notte di violenze per festeggiare un compleanno. Decisivi per l’identificazione il disegno di un serpente rosso sulla carrozzeria e le telecamere.

Un compleanno da festeggiare, una microcar nera e sei persone trasformate in bersagli mobili. Il tutto, secondo i protagonisti, per divertirsi. È il racconto agghiacciante delle scorribande che hanno terrorizzato Monteverde e Testaccio nella notte tra il 4 e il 5 ottobre. A confessare sono stati due ragazzi di 16 e 17 anni, individuati da carabinieri e polizia locale. Per loro le accuse sono pesantissime: tentato omicidio e lesioni.

Il passeggero ammette: «Gli ho tolto la mano dal manubrio»

La ricostruzione più inquietante riguarda Davide Iacopini, l’attore di 42 anni finito in terapia intensiva dopo essere precipitato sull’asfalto in via Barrili. Il sedicenne, passeggero della vettura, ha raccontato agli investigatori di essersi sporto verso l’uomo in monopattino e di avergli sottratto una mano dal manubrio. Un gesto apparentemente banale, dalle conseguenze devastanti. Ha anche spiegato di aver perso una scarpa mentre apriva lo sportello per verificare se la vittima fosse caduta, negando di averla smarrita sferrando un calcio.

Nelle stesse ore, sempre secondo la confessione, sarebbero state aggredite altre persone. Un ciclista spaventato con un urlo, altri passanti fatti cadere. Una specie di videogame criminale, con una differenza: le vittime erano vere e non esisteva il tasto per ricominciare. Tantomeno lo score da campione.

Il cobra rosso che ha tradito la banda

A incastrare i due giovani non è stato soltanto il lavoro sulle immagini delle telecamere, soprattutto quelle di via Maurizio Quadrio. Fondamentale anche un dettaglio della microcar: gli adesivi raffiguranti un serpente rosso. Il simbolo ha condotto gli investigatori a un’officina specializzata di Boccea, dove il mezzo era stato personalizzato. Originariamente grigia, la vettura era diventata nera opaca, arricchita con luci a led e modifiche estetiche. Un piccolo bolide costruito per farsi notare. E proprio per questo riconosciuto.

Intanto Iacopini resta ricoverato al San Camillo, in terapia intensiva e con prognosi riservata. Dopo due interventi neurochirurgici, i medici hanno avviato la riduzione della sedazione. Filtra un prudente ottimismo, ma il quadro rimane delicato.

I due minorenni sono stati denunciati a piede libero. Sarà la Procura dei minori a valutare eventuali misure cautelari.

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