La politica “tradizionale” è avvista. E anche i sondaggisti farebbero bene e rodare i meccanismi con i quali vedono e prevedono le intenzioni di voti. Il Cinque Stelle c’è e punta a governare la regione Lazio.
Lo ha chiarito il candidato Davide Barillari che ha affrontato e toccato con mano le difficoltà in cui vivono le piccole e medie imprese del Lazio: 3500 aziende per un totale di 70 mila occupati e di altrettante famiglie. Ai rappresentanti della Federlazio si è proposto come uomo di governo e alla fine dell’incontro lo ha anche formalizzato: “Non siamo più una forza di opposizione, ormai ragioniamo con un’idea di governo. Ci siamo accorti, anche l’ultimo incontro di Milano, che la nostra forza è diventata davvero grande. Quindi puntiamo al governo della Regione Lazio”.

Abituati per dna agli equilibrismi della vecchia politica, gli imprenditori sono rimasti ad ascoltare quasi a bocca aperta le considerazioni che il leader regionale del Cinque Stelle ha fatto delle richieste: “Il vostro programma è molto simile al nostro, tutto imperniato sul buon senso”. E dal timore che si trattasse di un approccio con i neo rivoluzionari, si è passati alla nascita di un filo di collegamento sul quale costruire dialogo e collaborazione.
E per far capire quali sono le intenzioni, Davide Barillari ha svelato il piano segreto, “ma neanche troppo” che il Cinque Stelle ha già pronto per fronteggiare le emergenza: acqua all’arsenico, rifiuti e sanità. Proprio su rifiuti è stato chiaro: “No alle discariche, no agli inceneritori e sanzioni per chi produce imballaggi che non si possono differenziare”. Ma è chiaro che per arrivare a regime “ci vorrà un periodo transitorio nel quale non è escluso che ci possano essere mini-discariche di servizio”. L’obiettivo per l’M5 è e rimarrà “rifiuti zero”.
