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Roma

In famiglia il maggior numero di omicidi negli ultimi 5 anni. Ma nel 2012 il rischio è la criminalità comune: boom di omicidi per rapina (+87%) – Negli ultimi 5 anni il principale ambito omicidiario nel Lazio risulta quello familiare (con 70 vittime su 220 complessivamente censite tra il 2008 e il 2012, pari  con il 31,8% del totale), seguito dalla criminalità comune (30,5% e 67 vittime), che sale invece al primo posto a Roma (con il 30,1% delle vittime, seguito da quello familiare con il 28,3%). Seguono gli omicidi tra conoscenti (30 vittime, pari al 13,6%), quelli maturati all’interno di rapporti economici o lavorativi (14, pari al 6,4%), quelli di vicinato (12 e 5,5%) e quelli ascrivibili alla criminalità organizzata (7 vittime, pari al 3,2%).

Nel solo 2012 è invece la criminalità comune a salire in cima alla graduatoria dei contesti più a rischio, con il 41,3% dei delitti (19 in valori assoluti, di cui 15 solo a Roma), per effetto di un aumento del 71,4% degli omicidi per rapina (da 7 a 12 nel Lazio e da 5 a 10 a Roma tra il 2008 e il 2012). Al secondo posto il contesto familiare (12 vittime), seguito dagli omicidi tra conoscenti e avvenuti all’interno di rapporti economici (3 vittime in entrambi i contesti), dalla criminalità organizzata e dagli omicidi di vicinato (2 vittime in ciascun ambito).
Uomini, in 7 casi su 10 (72,7%), le vittime di omicidio. Per le donne il rischio è nella famiglia (71,7% delle vittime) - Tra il 2008 e il 2012 sono stati 160 gli uomini uccisi nel Lazio (il 72,7%) e 60 le donne (il 27,3% del totale, di cui 46 nella provincia di Roma). Coerentemente l’indice di rischio risulta tra gli uomini (1,2 vittime per 100 mila abitanti nel Lazio risulta superiore a quello delle donne (0,4). Le vittime (43,5 anni l’età media nel Lazio e 43,9 a Roma) risultano inoltre nel 65,5% dei casi italiane (144 in valori assoluti) e nel 33,6% straniere (74), mentre, per quanto riguarda la condizione professionale, meno della metà (il 46,2%) risultava occupata, a fronte del 53,8% che si trovava in una condizione “non professionale” (in particolare il 12,8% era pensionata; il 12,2% implicata in attività extralegali e il 9,6% disoccupata).

Cresce l’incidenza di autori stranieri: il 41% a Roma (28,9% in Italia) - Il 91,3% dei 229 autori noti di omicidio volontario censiti tra il 2008 e il 2012 nel Lazio (209 in valori assoluti) è un uomo, a fronte dell’8,7% costituito da donne (20); una distribuzione, questa, confermata anche a Roma dove tra i 158 autori noti rilevati il 91,1% degli autori noti è un uomo e l’8,9% è donna. Per quanto riguarda l’età media si registra un valore pari a 39,3 anni a Roma e 39,2 nel Lazio, mentre relativamente alla nazionalità si osserva una incidenza di autori stranieri nel Lazio (38,9%) e soprattutto a Roma (41,1%) significativamente superiore alla media nazionale (28,9%). Infine, soltanto il 43,3% degli autori censiti tra il 2008 e il 2012 era occupato, a fronte del 56,7% che risultava in una condizione non professionale (in particolare il 24,4% degli autori era coinvolto in attività extralegali, il 13,4% risultava disoccupato e l’11% pensionato).

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rapporto eurse 2012sicurezza romadelittirapineviolenza familiare
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