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Botticelle, il piano di Gualtieri: stop ai cavalli da traino a Roma

La stretta del Campidoglio: l’ordinanza che può mettere fine alle botticelle. Così Roma vuole archiviare le carrozze

Botticelle, il piano di Gualtieri: stop ai cavalli da traino a Roma

Il conto alla rovescia è partito. Dopo anni di polemiche, il Campidoglio è deciso ad arrivare al punto di non ritorno: mandare definitivamente in pensione le botticelle. La caduta del cavallo su Ponte Cavour, stroncato dal caldo davanti ai turisti, ha cambiato il clima politico e accelerato la gestione di un dossier che l’amministrazione di Roberto Gualtieri considera adesso prioritario.

La strategia del Campidoglio: non passare da un divieto secco

Botticelle, il piano di Gualtieri: stop ai cavalli da traino a Roma

La strada scelta è quella di una progressiva stretta amministrativa, costruita su sicurezza stradale, benessere animale e rispetto delle norme.  Negli uffici capitolini si lavora a un testo condiviso tra Mobilità, Ambiente e Garante degli animali che individuerà una lunga serie di prescrizioni: percorsi incompatibili con la viabilità moderna, controlli più severi, limitazioni legate alle temperature, requisiti di sicurezza e verifiche continue sul rispetto della normativa contro il maltrattamento degli animali. L’idea di fondo è semplice: se qualsiasi veicolo che circola a Roma deve rispettare standard elevati, anche le botticelle dovranno adeguarsi. E proprio quell’adeguamento potrebbe renderne economicamente impossibile la sopravvivenza.

Il nodo della riconversione: sul tavolo anche due licenze taxi

Botticelle, il piano di Gualtieri: stop ai cavalli da traino a Roma

Sul fronte della trattativa con i vetturini, invece, prende corpo una soluzione finora rimasta sullo sfondo. Tramontata l’ipotesi di fornire automobili, il Campidoglio valuta di offrire due licenze taxi in cambio della rinuncia definitiva alla licenza per le botticelle. Una proposta che potrebbe rompere anche le ultime resistenze. Angelo Sed, presidente della Nuova Associazione Vetturini Romani, ammette che una soluzione del genere sarebbe difficilmente rifiutabile. Persino Marco Calò, considerato tra gli ultimi irriducibili del settore, riconosce che davanti a un’offerta simile sarebbe disposto a cambiare idea. Resta però un ultimo ostacolo: arrivare alla riconversione senza imporre un’espropriazione delle licenze, accompagnando il passaggio verso il servizio taxi.

La partita approda anche a Montecitorio

Mentre al Campidoglio si continua a lavorare sul doppio binario fra leggi e incentivi, la questione è approdata anche nei Palazzi del potere nazionale. La garante degli animali di Roma, Patrizia Prestipino, anche deputata del Partito Democratico, ha depositato una proposta di legge che punta ad abolire l’articolo 70 del Codice della strada, eliminando la possibilità di utilizzare animali per il trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale. Il testo introduce il divieto nazionale di utilizzare animali per la trazione dei veicoli, accompagnato da sanzioni comprese tra mille e cinquemila euro e dalla possibilità di confiscare sia la carrozza sia il cavallo in caso di violazione. Un tema divenuto immediatamente trasversale e che potrebbe portare a una chiusura rapidissima della vicenda.