Risposte vaghe, nessun business plan o cronoprogrammi dei lavori ne regolamenti. La casa della salute di Sezze è un “cantiere aperto”, un “percorso da attivare”, nonostante siano già stati spesi 400.000 euro per acquistare pc e forniture da ufficio e altri 400.000 euro per un accordo con i medici di medicina generale.
Questo il bilancio che Davide Barillari e la task force sanità del Movimento 5 Stelle del Lazio hanno stilato dopo l’incontro con la direzione della ASL di Latina e i responsabili del progetto. “Non esiste una pianta organica, non c’è previsione per quante persone lavoreranno nei prossimi anni in questa struttura. Inoltre le case della salute non sono ancora state accreditate perché i documenti che attestano i requisiti necessari per ottenere l’accreditamento “sono in corso di lavorazione”: in altre parole stanno fornendo prestazioni sanitarie ai cittadini senza un’autorizzazione della regione Lazio avendo però già ricevuto lo stanziamento.
Nonostante il taglio del nastro inaugurale da parte di Zingaretti davanti a una platea di fotografi e giornalisti ci vorrà minimo un anno per vedere attive le prime “funzioni base”. I costi, secondo gli stessi dirigenti “non sono prevedibili e quantificabili”: “Un unico appalto regionale per pasti e pulizie – concludono i 5 Stelle – hanno aumentato i costi per la stessa ASL”. Nel frattempo non è stata prevista nessuna campagna informativa per avvisare i cittadini dei nuovi servizi: “ma è stato distribuito un volantino all’inaugurazione”.
Una situazione simile anche a Pontecorvo. Qui al vecchio ospedale riconvertito sono stati aggiunti i cartelli “case della salute” ma dopo l’inaugurazione nulla è cambiato: “Solo una parte dei medici di medicina generale hanno sottoscritto l’accordo mentre manca il coordinatore infermieristico”.
