Per anni si è parlato di transizione energetica come di qualcosa che sarebbe arrivato, prima o poi, e adesso, almeno per quel che riguarda il Lazio, qualcosa comincia a prendere forma. Dopo un lungo iter autorizzativo è stata annunciata l’approvazione definitiva della Valutazione di Impatto Ambientale per il Tyrrhenian Wind Energy, il grande parco eolico offshore previsto al largo della costa settentrionale della regione che punterà alla produzione di energia rinnovabile. Il collegamento alla rete elettrica nazionale avverrà nel territorio di Civitavecchia, mentre il progetto interessa anche i territori di Roma, Viterbo e Tarquinia.
Il grande parco eolico prende forma nel Mediterraneo
Il progetto prevede 28 turbine eoliche galleggianti, ciascuna con una potenza di 18 MegaWatt, per una capacità complessiva di 504 MW. Gli aerogeneratori saranno installati ad oltre 20 chilometri dalla spiaggia, una scelta resa possibile proprio dalla tecnologia che permetterà alle strutture di rimanere a galla e pensata per limitare l’interferenza con il paesaggio e con le attività costiere. A differenza di ciò che accade con quelle fissate sul fondale, infatti, tale stratagemma permette di situare le turbine a grandi distanze e su acque ben più profonde. Secondo le prime stime, inoltre, il parco potrà essere funzionante a partire dal 2030 e sarà in grado di fornire elettricità a circa 550mila famiglie.

L’iniziativa si inserisce in un’area che da tempo viene indicata come strategica per la riconversione energetica, con l’obiettivo di abbandonare un modello industriale legato per decenni alla produzione da fonti fossili e a costruire una nuova identità energetica. La stessa Regione Lazio aveva inserito nel proprio Piano per la Transizione Ecologica di Civitavecchia lo sviluppo delle rinnovabili e dell’eolico offshore tra gli elementi della riconversione territoriale. In più, in base alle proiezioni, la fase di costruzione potrebbe generare circa 3.500 posti di lavoro a livello regionale.
Perché l’eolico offshore potrebbe diventare davvero importante?
In mare il vento può essere sfruttato in condizioni favorevoli e con turbine di grandi dimensioni, ma la tecnologia galleggiante permette inoltre di superare il limite delle profondità marine che rende più complicata l’installazione delle strutture fissate al fondale. E questa potrebbe essere per il Lazio una delle strade attraverso cui aumentare la produzione da fonti rinnovabili senza concentrare necessariamente tutti gli impianti sulle aree terrestri. Allo stesso modo, per l’Italia significherebbe provare ad utilizzare una grande risorsa che il Mediterraneo offre in abbondanza, riducendo nel tempo la dipendenza dalle fonti fossili importate.
Naturalmente, anche l’eolico offshore non è privo di complicazioni. Impatto sugli ecosistemi marini, navigazione, pesca, paesaggio, cavi e infrastrutture devono essere valutati caso per caso. L’idea di fondo è quella di trasformare una zona storicamente legata alla produzione energetica tradizionale in uno dei punti di riferimento di una nuova filiera. Se la realizzazione avverrà nei tempi previsti, il beneficio non sarà soltanto quello di avere nuove turbine all’orizzonte, ma anche quello di dimostrare che produrre energia e cambiare il modo in cui la si produce possono diventare due facce della stessa trasformazione industriale.


