I cittadini hanno condannato l’Udc all’1,8% perché per troppo tempo ha predicato un rinnovamento che purtroppo non è mai stato praticato. Perché ha deciso di mantenere un simbolo che è l’emblema del vecchio in un momento storico in cui tutti speriamo in un presente e in un futuro fatto di cambiamento. Perché non siamo riusciti a comunicare fino in fondo le battaglie fatte per le famiglie e per i più deboli che altri in Parlamento hanno vanificato. Perché nessuno ha capito che solo l’Udc voleva la riforma del sistema elettorale e la reintroduzione delle preferenze, altro che Porcellum.
Perché se parli di rigore ma hai una classe dirigente che spesso non sa nemmeno dove sia di casa, il rigore, allora non sei credibile. E lo sei ancora meno se i migliori esponenti del partito non ricoprono quasi mai ruoli apicali. Perché se scegli di fare una lista unica al Senato ma non segui la stessa strada per la Camera, è evidente che trasformi l’Udc in una bad company mentre Scelta Civica diventa la new company.
Perché abbiamo un segretario e un presidente del partito come Cesa e Buttiglione che se vanno in tv nel migliore dei casi provocano sonnolenza e irritazione, nel peggiore un’emorragia di voti.
Immagino che qualcuno stia pensando “ma perché non le hai mai dette prima queste cose?”. Purtroppo le dico da anni. Provare per credere: guardate su youtube il mio intervento di nove mesi fa all’assemblea degli amministratori Udc del centro Italia.
Per oggi le critiche, domani farò delle proposte. È vero, ha vinto l’antipolitica, ma tra qualche mese ci sarà bisogno di un partito riformatore, responsabile ma del tutto nuovo.
Alessandro Onorato, capogruppo comunale Udc
