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Dilaga il mal di discarica. Se una bufala toglie il sonno

La notizia corre in rete più veloce della luce. Dopo l’ennesimo stop all’apertura della discarica di Monti dell’Ortaccio il commissario della Provincia di Roma avrebbe deciso di collocare la “discarica di servizio” a due passi dal Santuario del Divino Amore. Il dado è tratto. Il virus contagia quotidiani e agenzie, sommerse dalle dichiarazioni allarmistiche sulla possibilità che il quadrante sud della città, già sotto pressione per la serie di impianti regolari che scaricano terra, “speciali” e persino quello strano fango che emerge dal cuore della città che fa spazio alla metro C, si trasformi in una polveriera.

Certo i quartieri sorti intorno al santuario del Divino Amore non vivono la tristezza della Valle Galeria, ma di pressioni ne hanno fin troppe. Basti pensare al doppio bluff della Provincia di Roma che rimodellato la Laurentina dal Gra sino al cimitero di Trigoria con attraversamenti fasulli, marciapiedi che finiscono nel nulla. E poi, non contenta, ha pure aperto un cantiere da tre anni per rimetter mano alla via Ardeatina che ha la stessa sezione stradale d’inizio secolo, quando i pellegrini al Santuario ci andavano a piedi. Ovvio che i cantieri sono lì a testimoniare l’esigenza di tagliare il nastro e la politica delle promesse non mantenute.
Ora, tra quelle strade che fanno ridere e vergognare, con interi quartieri sorti nell’abusivismo totale e poi sanati; dove persino i toponimi sono l’alibi per fare un po’ di nuovo cemento sospinto a gran forza da chi i terreni li ha ereditati e della campagna romana non gliene frega nulla, mettere pure la discarica di servizio è troppo. La notte tra venerdì e sabato dei cittadini si è trasformata in un incubo. Tutti al telefono, tutti pronti a mobilitarsi, a richiamare la presenza del Santuario dei romani per dire che vicino alla Lourdes di Roma, la monnezza non può andare. C’è persino un comitato di brave persone che ha deciso di riunirsi di fronte alla ex cava di Porta Medaglia per un’assemblea pubblica, durante la quale mettere a punto la strategia di lotta e preparare i blocchi stradali, gli attraversamenti forzati, gli incatenamenti e tutto quanto fa “lotta dura senza paura”.
Fortuna che a Roma c’è qualcuno che ha un po’ di equilibrio. Si alza il sole e il prefetto che ha commissariato la Provincia di Nicola Zingaretti, prende carta e penna: “Smentisco tutte le notizie che sono state diffuse in ordine alla mia partecipazione e alla individuazione di siti inerenti trattamenti o discariche per i rifiuti solidi urbani nel territorio di Roma e in qualsiasi altro territorio della provincia di Roma. Smentisco, altresì, di aver avuto intese al riguardo con il Commissario per i rifiuti, Prefetto Goffredo Sottile e smentisco anche di avere dato semplici suggerimenti in proposito. Preciso, infine, che i compiti relativi a tali attività ricadono nelle competenze del Commissario Goffredo Sottile”. Così disse il prefetto Umberto Postiglione. E al Divino Amore depongono i forconi.