Cinque anni fa nasceva il Gender DocuFilm Fest. Una scommessa nata per la determinazione di Imma Battaglia cui basta accennare una possibilità per attivare energie e risorse. Un piccolo festival cinematografico, nel cuore del Gay Village, evento cardine dell’estate romana.
Nel corso di cinque anni sono transitati per il GDFF numerosi autori, premiati in festival internazionali. Ultimo in ordine di tempo, Jan Soldat, vincitore del premio per il miglior cortometraggio con Der Unfertige (L’incompleto) presentato a Cinema XXI nell’ambito della scorsa edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, del quale il GDFF ha presentato A Weekend in Germany (Un fine settimana in Germania).
Nel corso degli anni, pur avendo presentato film provenienti da (quasi) ogni angolo del mondo, la produzione italiana risultava purtroppo poco rappresentata, nonostante la straordinaria fioritura del cinema del reale di cui ha beneficiato il nostro cinema negli ultimi due decenni.
Quest’anno, finalmente, possiamo presentare dei lavori di autori italiani che affrontato le numerose problematiche inerenti al gender e alla sua rappresentazione in forme originali e politicamente avvertite. Tra questi: in apertura del Festival giovedì 4 settembre CORPO A CORPO di Mario Brenta e Karine de Villers, con Pippo Delbono e la sua compagnia stabile. Pippo Delbono è la voce più importante e originale del teatro italiano degli ultimi due decenni. Artista completo a 360 gradi, corpo multilinguistico, dichiaratamente omosessuale, incurante di qualsiasi categoria, Delbono si muove fra teatro, danza e cinema in corpo a corpo con il linguaggio delle forme espressive che Brenta e de Villers hanno colto nel processo del suo farsi.
Venerdì 5 settembre saranno due le visioni imperdibili. Si inizia con FUORISTRADA di Elisa Amoruso, con Giuseppe Della Pelle (Beatrice), Marianna Dadiloveanu, Daniele Acciobanidei. Arrivato in inverno al Cinema Aquila di Roma per rimanerci una settimana, ha raggiunto i due mesi di programmazione diventando il cult della stagione. Racconta la storia di un amore, che unisce una famiglia non convenzionale, in un paese spesso troppo convenzionale.
Dopo Fuoristrada, sempre venerdì 5 settembre sarà la volta di un cortometraggio italiano di 4’, anche questo arricchito da premi e riconoscimenti. Si tratta di LUIGI E VINCENZO di Giuseppe Bucci, con Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo . Narra di una coppia che ha sempre vissuto di nascosto il proprio amore. Quattro intensi minuti, celebrati ovunque nel mondo. Omaggio a un corto di finzione che ha lasciato il segno.
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Al Gay Village l’appuntamento con il video d’autore. Si parte da giovedì 4 con Pippo Delbono. Fuoristrada di Elisa Amoruso Racconta la storia di un amore, che unisce una famiglia non convenzionale
