Mancano pochi minuti alle 13.00, quando tre scooter parcheggiano nei pressi della filiale della Banca Popolare di Sondrio. In selle ai motoveicoli ci sono tre uomini vestiti da postini. Siamo in via Carlo Alberto, nel popoloso quartiere Esquilino, a due passi dalla stazione Termini.
Puntuale dopo pochi minuti arriva il furgone portavalori ed esplode l’inferno. I tre uomini si fanno incontro armi in pugno alle tre guardie giurate della società Fidelitas. Scoppia un conflitto a fuoco furibondo mentre in strada si scatena il panico, passanti e turisti si rifugiano nei negozi che abbassano le saracinesche.
Quando le armi tacciono a terra ci sono due uomini, la guardia giurata Domenico Antonio Di Silvio ferito alle gambe e alle braccia, e il corpo senza vita di uno dei banditi. Gli altri due malviventi si sono intanto dileguati tra la folla, ma verranno fermati poco dopo dalle forze dell’ordine vicino a Porta Maggiore, mentre a bordo di un’autovettura rubata stavano tentando allontanarsi dal luogo del crimine.
La vittima si chiama Giorgio Frau, 56 anni, ed è un ex componente della colonna romana delle Brigate Rosse che aveva abbandonato la lotta armata per darsi alla malavita. L’ultima condanna risale al 2005, quando il Tribunale di Firenze gli aveva inflitto quattro anni e sette mesi di carcere per tentata rapina ad un ufficio postale. Ma si tratta solo dell’ultima di una serie di rapine che hanno visto coinvolto il 56enne romano.

