di Fabio Carosi
Ecco la prova che mancava. La scelta di collocare la discarica alla Falcognana non è altro che un pasticcio vero dell’ufficio del Commissario straordinario all’emergenza rifiuti. Prima i dubbi sulla proprietà dell’invaso, poi il gossip che vorrebbe far credere che i camion destinati al Divino Amore siano 12 al giorno invece che i 60. Ora il documento che prova come l’istruttoria sinora portata avanti da Goffredo Sottile per evitare di trasformare Roma in una nuova “Napoli dei rifiuti”, non è altro che una scelta tecnica, elaborata come sempre sulle cartografie regionali delle vecchie cave.
Affaritaliani.it pubblica in esclusiva una lettera della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Comune di Roma nella quale c’è scritto chiaramente che nessun atto è stato compiuto da nessun ente nei confronti dell’ufficio decentrato del ministero dei Beni Culturali sia per comunicare l’avvio di un procedimento che per richiedere un parere.

Il documento che si allega, è una lettera invita al Municipio Roma IX, l’ex Roma XII, con la quale, “Si comunica che questo ufficio non è stato interpellato né dal Commissario Straordinario né dalle amministrazioni competenti in materia di gestione e pianificazione delle discariche, sull’eventualità di localizzare un impianto all’interno del perimetro del vincolo “agro romano sud”. Conclude il soprintendente architetto Maria Costanza Pierdominici: “Non sono stati ricevuti inoltre atti o richieste concernenti sia procedimenti di autorizzazione paesaggistica, sia verifiche o autorizzazioni ambientali”.

Dunque è evidente che o il Commissario teme un parere negativo e quindi ha deciso di bypassare il parere del Mibac, oppure ha deciso di travolgere coni suoi poteri un’istituzione. Alla luce di quanto scrive il soprintendente è ancora più grave il comportamento del presidente del Municipio, Andrea Santoro, il quale ha taciuto la lettera pur conservandola negli uffici. Infine, il ruolo del Comune di Roma e dell’assessore all’Ambiente Estella Marino. Visto lo stretto legame politico e d’intenti col presidente è ipotizzabile che abbia taciuto la lettera del Ministero.
Insomma, per Falcognana si apre un serissimo conflitto tra istituzioni. Il tema è semplice: si può aprire una discarica in zona tutelata senza coinvolgere e acquisire un parere del ministero competente? Il commissario Sottile, la Regione Lazio e il comune di Roma ci stanno provando. E il soprintendente, anche per tutelare il suo operato da possibili omissioni d’ufficio, scrive. Ora è bufera vera.
Sullal vicenda interviene anche il presidente del Municipio Roma IX, Andrea Santoro. Scrive ad affaritaliani.it: “Il Municipio IX Roma Eur da me presieduto non ha mai ricevuto il documento in questione. Questa istituzione ha espresso fin da subito ferma contrarietà all’ipotesi della realizzazione di una discarica nel territorio del Municipio IX attraverso numerose iniziative. Personalmente, sono stato al fianco dei comitati manifestanti anche il giorno di Ferragosto, ho inviato una diffida Commissario per l’emergenza rifiuti Prefetto Sottile, sto per attuare un’ordinanza di chiusura della via Ardeatina al traffico dei tir, ho instituito una commissione di vigilanza sulle nuove osservazioni del Prefetto in merito alla discarica, oltreché, come riportato anche sul sito del Municipio IX, richiedere il parere proprio al Mibac.
È stata mia premura, inoltre, ricordare ai soggetti interessati che Falcognana è a ridosso del Santuario del Divino Amore, un’area storico-religiosa senza eguali in questa città, e che i vincoli paesistici e ambientali sottolineano che ci troviamo in un territorio di pregio di questa città.
