“E’ doveroso fare chiarezza ed esprimere perplessità in merito alla situazione del cosiddetto Piccolo Cinema America, nuova sede del gruppo di ex-occupanti dell’omonimo cinema. Dobbiamo constatare che, a fronte della difficoltà economica crescente degli esercenti cinema di Roma e nello specifico di Trastevere, che stabilmente gestiscono le loro sale con gravosi oneri economici legati ad affitti, utenze, contributi assistenziali e previdenziali, imposte varie e nel pieno rispetto delle normative di sicurezza e prevenzione, al Piccolo Cinema America si svolge di fatto un’attività non rispettosa delle normative in materia di pubblico spettacolo, rispetto del diritto d’autore e, ovviamente, contribuzione fiscale e del lavoro.
Al di là del merito riguardo le intenzioni di tale associazione, che dovrebbero essere quelle di preservare gli spazi di offerta culturale (a Trastevere già abbondantemente presenti), è chiaro che tale concorrenza sleale rischia, all’opposto, di danneggiare in modo irreversibile i cinema attivi che con fatica continuano a svolgere la loro attività nel pieno rispetto delle regole.
La situazione di illegalità che purtroppo caratterizza questo ed altri spazi sul territorio cittadino trova ormai un ampio consenso popolare ed un appoggio da parte degli artisti, delle istituzioni pubbliche, locali e nazionali, e non ultimo del presidente della Repubblica, ma nessuno si sofferma ad approfondire le violazioni che li caratterizzano tentando di fare una riflessione anche nei confronti di quegli operatori che, con senso civico ed enormi sacrifici, promuovono e diffondono la cultura ed il cinema in un momento così delicato e complesso per la nostra città e, in particolare nel quartiere di Trastevere.
Vale la pena di ricordare che per svolgere proiezioni cinematografiche non bastano i meri adempimenti con la SIAE, ma è obbligatoria l’autorizzazione da parte degli aventi diritto, così come previsto dalle norme vigenti: “non è consentita la pubblica esecuzione di videocassette e DVD che riproducono opere cinematografiche in commercio destinate alla vendita o al noleggio per uso privato, come indicato nei titoli di testa. Quindi, chi organizza spettacoli pubblici anche per mezzo di una videoproiezione, deve ottenere il consenso del titolare del diritto di riproduzione e di messa in commercio dell’opera stessa. L’organizzatore deve inoltre utilizzare appositi supporti concordati con i relativi aventi diritto e regolare – se richiesto – il corrispondente canone di noleggio. Questo anche a tutela degli autori, degli artisti, dei tecnici e di tutti coloro che lavorano nel comparto cinematografico.
Non desideriamo che l’opinione pubblica consideri la nostra categoria come quelli brutti, sporchi e cattivi che esigono un corrispettivo per assistere ad uno spettacolo cinematografico. Il pagamento di un biglietto tutela peraltro il diritto d’autore e di tutti gli aventi diritto. A Roma già esistono spazi culturali sostenuti dagli enti locali – vedi Casa del Cinema- che nel rispetto della legalità svolgono con impegno e serietà una prevalente funzione pubblica.
Il rischio è che avallare iniziative di questo genere, può danneggiare chi invece, con grande passione ed enormi difficoltà, diffonde e promuove stabilmente la fruizione di cultura, all’interno della legalità e delle regole di mercato, consentendo il sostentamento e la sopravvivenza del settore stesso nel rispetto delle norme per la sicurezza dello spettatore e dei lavoratori. E’ vero d’altronde che se molti cinema hanno abbassato le saracinesche e spento le luci, la motivazione resta la mancanza di un pubblico che frequenti le nostre sale e su cui bisognerebbe fare molto di più.
Non è sufficiente contribuire alla produzione dei film se poi non si sostiene la formazione del pubblico e la fruizione del cinema in sala. Certamente non siamo contro un gruppo di ragazzi che con molta abilità e impegno ha coinvolto stampa, artisti e registi per supportare la loro iniziativa, ma come dice James Bond, nel suo ultimo film: ‘gioventù non è garanzia di innovazione’.
Giorgio Ferrero, presidente Anec Lazio
