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“Hanno rubato la chitarra di Rino”. Trafugate anche le memorie dei fan

Non un furto qualsiasi, ma un colpo di un collezionista o di un predone senza scrupolo, consapevole di aver in mano un cimelio senza prezzo. Dalla lapide di Rino Gaetano è stata infatti divelta la chitarra che la sorella aveva fatto scolpire in una particolare pietra, un opera che all’epoca valeva mezzo milione di lire. Sparito anche il registro in cui i fan lasciavano i loro pensieri. L’ennesimo furto al Verano ha fatto cadere dalle nuvole l’Ama che gestisce i servizi cimiteriali: confessano di aver appreso la notizia dai giornali

Un saccheggiatore senza scrupolo, o forse addirittura un tentativo di estorsione. Quante ombre dietro l’ultimo furto in una delle tombe più visitate del cimitero del Verano. Al riquadro 119, piano terra, cappella quinta, loculo 10 riposa dal giugno 1981  riposa Rino Gaetano. Sulla lapide generazioni di fan del cantautore hanno lasciato frasi e ricordi a migliaia in un registro che sabato mattina è stato portato via da uno sconosciuto, insieme alla chitarra di marmo fissata alla lapide.

cimitero verano 3

Si tratta di un’opera preziosa, una riproduzione dell’ukulele con cui Rino si era esibito nel 1978 al Festival di Sanremo e che la sorella, Anna Gaetano, volle in una pietra particolare, l’afyon, su cui fece scolpire “Sognare la realtà, vivere un sogno, cantare per non vivere niente”. All’epoca valeva oltre mezzo milione di lire, ma oggi è un oggetto che può far gola a collezionisti con pochi scrupoli appassionati del cantautore di Crotone. Rino Gaetano perse la vita a due passi dalla sua casa di via Nomentana in un terribile incidente stradale all’alba del 2 giugno del 1981.
Il furto sarebbe avvenuto sabato mattina, ma al mattino di lunedì l’Ama che sovraintende ai servizi cimiteriali, confessa di aver avuto notizia dai giornali. Il predone si sarebbe nascosto tra i tanti ammiratori ed amici che ogni giorno vanno a fare visita alla tomba, e lì armato di un attrezzo da carpentiere, avrebbe divelto il perno che fissava il marmo alla lapide.