Il 19 settembre il ciclismo professionistico ritrova le strade della regione. Partenza dalla Ciociaria, arrivo ad Anguillara Sabazia e un percorso pensato soprattutto per le ruote veloci.
Il grande ciclismo torna nel Lazio e riporta sulle strade della regione una corsa che appartiene alla memoria sportiva italiana. Sabato 19 settembre si disputerà il Gran Premio del Lazio, nuova versione dello storico Giro del Lazio, fermo dal 2014, quando a imporsi fu Alejandro Valverde. Una rinascita dal forte valore simbolico per una competizione che, nel corso dei decenni, ha visto trionfare campioni come Felice Gimondi, Francesco Moser, Roger De Vlaeminck, Gianni Bugno, Maurizio Fondriest e Paolo Bettini.
Dalla Ciociaria al lago di Bracciano
La partenza ufficiosa sarà data alle 11 da Fiuggi. Dopo circa otto chilometri di trasferimento, il gruppo raggiungerà Ferentino, dove alle 11.20 scatterà la gara vera e propria.
Il tracciato, lungo 182,35 chilometri, attraverserà tre province e numerosi centri del Lazio, passando tra gli altri per Anagni, Palestrina, Tivoli, Guidonia, Mentana, Monterotondo, Nepi, Campagnano e Trevignano Romano. Gli ultimi trenta chilometri correranno lungo le strade che circondano il lago di Bracciano, prima dell’arrivo ad Anguillara Sabazia. Il profilo prevalentemente pianeggiante sembra costruito per favorire i velocisti e preparare un possibile epilogo allo sprint.
L’arrivo spostato per Roma-Inter
Inizialmente il traguardo avrebbe dovuto essere collocato nella Capitale. Gli organizzatori, d’intesa con le forze dell’ordine, hanno però scelto Anguillara per evitare la concomitanza con Roma-Inter, in programma nello stesso pomeriggio allo stadio Olimpico.
La corsa, inserita nel calendario Uci 1.1 e nella Coppa Italia delle Regioni, avrà anche una funzione promozionale. Il gruppo diventerà infatti una lunga vetrina in movimento tra borghi, colline, località termali e paesaggi lacustri.
L’evento è sostenuto dalla Regione Lazio e da Sport e Salute, con la collaborazione della Federazione ciclistica italiana e della Lega ciclismo. L’obiettivo non è soltanto recuperare un nome glorioso, ma restituire al Lazio una corsa capace di unire agonismo, territorio e spettacolo.

