Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Il grido delle piccole imprese: “L’Acea paghi i suoi debiti”

Il grido delle piccole imprese: “L’Acea paghi i suoi debiti”

IL CASO. La Federlazio costretta a scrivere al presidente Cremonesi: “Sbloccate immediatamente i crediti che i fornitori vantano. Dovete tenere conto degli effetti deleteri che si producono sul tessuto economico”. E denuncia: “Questo, da un’azienda che ha avuto storicamente un rapporto così intenso con questo territorio, non possiamo aspettarcelo”. Ma quando si tratta di incassare dagli utenti, piazzale Ostiense non attende mai

di Fabio Carosi

Le bollette si incassano subito, pena i distacchi. Se poi sono pazze e presentano conti astronomici bisogna fare la fila, presentare ricorso e poi attendere anche mesi per il rimborso. Ma quando deve pagare i fornitori, l’Acea fa orecchie da mercante.
Le piccole e medie imprese che hanno sostituito interi pezzi della società, alzano la voce. Il tema è quello dei debiti: la società di piazzale Ostiense, quotata in Borsa e che da anni distribuisce utili al Comune di Roma e agli azionisti privati, la cassa la fa ritardando i pagamenti delle piccole e medie imprese subappaltatrici. E la Federlazio tuona: “La nostra associazione ha inviato una lettera al Presidente dell’Acea, Giancarlo Cremonesi, chiedendo che vengano immediatamente sbloccati i crediti che le Pmi fornitrici vantano nei confronti dell’azienda. “Un ulteriore ritardo – afferma Giovanni Quintieri, direttore Generale della Federlazio – proprio in questo periodo nel quale le imprese si trovano a dover ottemperare ad una serie di obblighi fiscali, e non solo, significa non tenere nel dovuto conto gli effetti deleteri che si produrrebbero in un tessuto economico e in una comunità come quella romana. E questo, da un’azienda che ha avuto storicamente un rapporto così intenso con questo territorio, non possiamo aspettarcelo”.

lavori acea


Ma chi sono i creditori di Acea costretti a chiedere alla propria associazione di rendere pubblica la loro situazione? Nella maggior parte dei casi sono piccole aziende con pochi dipendenti che eseguono “lavori per conto di…”, curando scavi, ripristini, installazioni e forniture di materiale. Le stesse che curano le emergenze in caso di guasti, costrette dai contratti a dare tempi certi. Per loro la beffa: devono correre per lavorare e poi pietire per essere pagate. Intanto Acea si comporta da sceicco con sponsorizzazioni milionarie, assunzioni di manager e stipendi d’oro.

La replica dell’Acea è contenuta in poche righe: “In merito alla nota stampa di Federlazio, Acea precisa di non aver mai attuato alcun blocco dei pagamenti nei confronti delle aziende fornitrici. I pagamenti sono erogati a oggi in maniera del tutto regolare. Peraltro Acea vanta importanti crediti, al momento ancora bloccati, nei confronti della Pubblica Amministrazione”.